mercoledì 5 ottobre 2022

 LA BIONDA DI FREGENE (Seconda parte)

 A cura di: Gion Mamon

 

BRIGITTE E ALTRE STORIE MAI SCRITTE





Molti spettri si aggirano nel caso Moro e, checché se ne dica, quasi nessuno ha a che fare con le sedute spiritiche. Alcuni personaggi compaiono come fantasmi durante i giorni del sequestro per poi sparire e a volte ritornare solo dopo anni e anni. Nella prima parte [1] ho cercato di mostrare come le indagini su una donna tedesca a fine marzo 1978 siano state volutamente insabbiate dall’ Ucigos, nonostante l’interesse mostrato da guardia di finanza, carabinieri e polizia nei suoi riguardi.

Finora l’identità della donna è rimasta sconosciuta o classificata.

giovedì 3 marzo 2022

LA BIONDA DI FREGENE - UN CURIOSO CASO DI INSABBIAMENTO (1)

   A cura di: Gion Mamon


   LA BIONDA DI FREGENE (Parte Prima)

UN CURIOSO CASO DI INSABBIAMENTO


Sfogliando le decine di migliaia di pagine che 
riportano segnalazioni e controlli all’indomani del sequestro Moro, non si può evitare la sensazione che le forze dell’ordine brancolassero nel buio e andassero a caso su e giù per Roma e per il Lazio, cercando un ago in un pagliaio o un granello di sabbia su una spiaggia.

E pur tuttavia, guardandole nel loro complesso, tutte queste traiettorie casuali mostrano a volte delle figure che si ripetono, quelle cose che nella fisica del caos e della complessità vengono chiamati attrattori strani, ovverosia dei luoghi a cui i
 cammini pur casuali si avvicinano periodicamente per poi allontanarsi

martedì 1 giugno 2021

LA SELEZIONE DELL’INFORMAZIONE NELLA TRAGEDIA

 

LA SELEZIONE DELL’INFORMAZIONE NELLA TRAGEDIA:

LA “SOSPENSIONE” DELLA NOTIZIA NEL TG-1 RAI DEL 9 MAGGIO 1978, ORE 13.30

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 (A cura di: SEDICidiMARZO)


L’edizione “ordinaria” del Tg del primo canale RAI del 9 maggio 1978,
in onda dalle 13.30 (disponibile in rete ad un link che riteniamo di non potere indicare per motivi di tutela del diritto di autore, probabilmente ancora spettante alla RAI), era stato caratterizzato, fino alla sua conclusione,  dalle notizie, ancora incomplete a quell’ora, sulla importante riunione in atto quel giorno della Direzione della Democrazia Cristiana.

mercoledì 9 dicembre 2020

- INEDITO - NUOVE IMMAGINI DEL PRESUNTO NIRTA A VIA FANI

 (a cura di: SEDICidiMARZO)



Tutti quelli che seguono il caso sanno che ad un certo punto (2016) si è parlato
della presenza, sulla scena di via Fani, di Antonio Nirta, classe 1946, nipote del più noto ed omonimo boss Antonio Nirta, deceduto nel 2015. 

Il tutto è nato dall'emergere di una foto, dagli archivi del Messaggero, dove spiccava la presenza di un ragazzo, in piedi su un muretto, che osservava la scena del delitto e ripreso nell'atto di aspirare la sua sigaretta, con la mano che quindi copriva parzialmente il volto.

In esso alcuni ritennero di riconoscere appunto Antonio Nirta "il giovane"(quello del 1946), con annesse implicazioni della malavita calabrese nel tragico fatto.

Si sono subito creati due partiti tra i convinti assertori della corrispondenza di Antonio Nirta  col ragazzo fotografato (e tra questi Fioroni)  e coloro che invece, senza mezzi termini, l'hanno  definita una bufala.

Noi abbiamo trovato altre immagini del ragazzo e ve le offriamo. Così che, a qualsiasi dei due partiti apparteniate, possiate farvi un'idea più documentata.

lunedì 7 dicembre 2020

UNO STRANO MESSAGGIO "DALLA PRIGIONE DEL POPOLO"

 

"RASSICURATEMI INCIDENTE FERROVIARIO BOLOGNA"

BREVE NOTA SUL "CANALE DI RITORNO"

 TRA LA PRIGIONE DI ALDO MORO E L'ESTERNO

 

 (a cura di: Andrea Guidi)


IL "TELEGRAMMA" DETTATO DA MORO
L'esistenza di una via di comunicazione bidirezionale tra la prigione di Aldo Moro
e l'esterno, in particolare con gli ambienti dei suoi familiari e dei suoi collaboratori, costituisce come noto uno dei più controversi ed importanti aspetti della complessiva vicenda del sequestro e dell'omicidio dell'uomo politico.

 


Un tassello fondamentale, nell'apparizione sulla scena della complessiva ricostruzione e rappresentazione di questa grande tragedia italiana dello specifico e fondamentale riquadro di quello che è stato definito in più sedi “canale di ritorno”, fu la pubblicazione da parte del giornalista del settimanale “L'Espresso” Mario Scialoja, sul numero del settimanale del 17 febbraio 1980, dell'articolo intitolato “Cinque segreti su Moro e dintorni”.

 

Nell'articolo, in sintesi, il giornalista – dimostratosi notoriamente molto attento al sequestro Moro sia durante che dopo la tragica conclusione della vicenda  -