sabato 27 gennaio 2024

CONTRADDIZIONI DEL MEMORIALE MORUCCI 11. LA FUGA E I MISTERI DI VIA BITOSSI

 

11.    La Fuga.   I misteri di via Bitossi, anche qui i conti non tornano


(a cura di SEDICidiMARZO)


In via Bitossi al mattino sostava quotidianamente una volante della Polizia in

Via Bitossi, sulla sinistra la zona dove c'era il furgone
 attesa che uscisse il giudice Celentano per scortarlo. Ed era lì anche la mattina del 16 marzo. Nella stessa via, a poca distanza dall' abitazione del giudice, fu collocato dai brigatisti un furgone, sempre secondo il loro racconto, senza nessuno a bordo e che servirà a trasferirvi Moro.

Quando la Centrale Operativa riceve la notizia di ripetuti colpi di armi da fuoco in via Fani, comanderà per prima  proprio quella volante sul luogo dove erano avvenuti gli spari, di fatto rendendo via Bitossi una zona franca per le successive

operazioni dei brigatisti.  C’è da dire che la volante Monte Mario era sicuramente molto vicina al luogo della strage ed è quindi ragionevole che sia stata inviata sul posto, ma come potevano Morucci e compagni esserne certi e quindi collocare proprio lì vicino il furgone? O, nelle loro inchieste non si erano accorti di questo potenziale pericolo ed è ancora un ennesimo caso, in questa vicenda, di fortuna sfacciata da parte loro?

Comunque sia andata, questo è il racconto del memoriale di questo momento della fuga (pagg. 36 e 37).

 


 Dunque all’incrocio con via Bitossi (con la volante Monte Mario ormai accorsa in via Fani) Morucci ferma il 128 blu, scende con due borse di Moro prelevate subito dopo l’eccidio, cedendo la guida dell’auto a Bonisoli, e si dirige a piedi verso il furgone parcheggiato davanti al n. 26 di via Bitossi, deposita le borse e se ne mette alla guida per portarlo in piazza Madonna del Cenacolo dove vi dovrà essere trasbordato Moro.

Si noti che dice anche che in via Massimi era stata parcheggiata una Dyane azzurra (su cui salirà Seghetti dopo essere sceso dalla 132 ) specificando “senza nessuno a bordo”. Non fa altrettanto per il furgone.

Al n. 26 di via Bitossi abitava però la signora Elsa Stocco che, discesa dall’autobus 45 con fermata sulla via verso via della Balduina, stava rientrando a casa proprio in quei momenti dal suo lavoro in ospedale. E mette a verbale il 17 marzo una storia completamente diversa, mostrandosi tra l’altro persona molto attenta ai particolari.

Intanto è certa dell’orario perché ricorda che aveva intenzione di ascoltare, appena fosse rientrata in casa, il giornale radio delle 9:30 e che poi ascolterà, apprendendo così solo allora della strage. Quindi colloca i fatti a pochi minuti prima. Mentre era sul marciapiede di casa la sua attenzione fu attirata da un’auto scura che le veniva incontro con una sola persona a bordo, che a forte velocità entra da via Massimi in via Bitossi e  si arresta repentinamente accanto ad un furgone chiaro. Ne vede discendere un giovane con impermeabile azzurrino, tarchiato, con i baffi, senza berretto e che stima alto circa 1 metro e 65. Questi prende dall’auto, con fare concitato, una ventiquattrore e un borsone, apre il portellone e getta entrambi i bagagli all’interno. Senza scambiare, dice, una parola con l’uomo che era al posto di guida del furgone. Già perché la Stocco, avvicinandosi all’ingresso della sua abitazione nota anche un giovane uomo senza barba e con una fossetta nel mento,  al posto di guida del mezzo.  Successivamente l’auto scura riparte fulmineamente e anche il furgone inizia la manovra per uscire dal parcheggio. 

Qui uno stralcio dal vol. 30 pag. 97

La descrizione dell’uomo con l’impermeabile, va detto, sembra la fotografia di Gallinari ed infatti quando le verranno mostrate le foto dei ricercati, in successive deposizioni, lo riconoscerà con assoluta sicurezza (v. verbali in I Comm. Moro, Vol. 40 pag. 764, Vol. 41 pag. 615, Vol. 42 pagg. 101 e 300). Come con altrettanta sicurezza riconoscerà (ibidem) nell’uomo alla guida del furgone, Corrado Alunni, inizialmente anch’egli imputato  ma che verrà prosciolto per delle testimonianze di suoi conoscenti che dissero, genericamente, di averlo visto a Milano “in quei giorni”.

Comunque sia la testimonianza della Stocco come quella precedente della De Luca non verranno minimamente valorizzate nei dibattimenti e prevarrà il racconto brigatista: non c’era nessuna altra donna oltre la Balzerani nel corteo di fuga, Morucci andò in via Bitossi a piedi e prese la guida del furgone.

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Per la puntata seguente e conclusiva, n.12/12 , vai qui:  https://www.sedicidimarzo.org/2024/01/contraddizioni-del-memoriale-morucci-e.html

Per la puntata precedente, n.10/12 , vai qui: https://www.sedicidimarzo.org/2024/01/contraddizioni-del-memoriale-morucci-10.html#more

Per la prima puntata (1/12) vai qui:  https://www.sedicidimarzo.org/2023/10/contraddizioni-del-memoriale-morucci.html#more

1 commento:

  1. "Come con altrettanta sicurezza riconoscerà (ibidem) nell’uomo alla guida del furgone, Corrado Alunni (...)"

    Altra prova che lo pseudo brigatista alunni partecipò all'operazione di via fani.
    Onore alla signora Elsa Stocco, che il Signore l'abbia in Gloria.

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