martedì 16 gennaio 2024

PECCATO CHE SIA COSI' BUIA

PECCATO  CHE  SIA  COSI'  BUIA

O DELLA TEMPISTICA DI RILASCIO DELLE DUE 128 IN VIA LICINIO CALVO


(a cura di: SEDICidiMARZO)


Il contenuto in brevissimo: 

  • Per decenni i Br e gli inquirenti si sono scontrati su un punto:  i Br hanno sempre sostenuto che il rilascio delle tre auto della fuga in via Licinio Calvo è avvenuto praticamente in contemporanea la stessa mattina del 16 marzo.
  • Gli inquirenti (anche nell'ultima Commissione Moro) hanno sempre sostenuto che invece il rilascio era avvenuto in tre tappe e in giorni diversi, fidando sulle date dei ritrovamenti delle auto e sulle assicurazioni della Polizia che le singole  auto non c'erano fino a poche ore prima dei ritrovamenti.                                                                                                                                
  • La foto che abbiamo ottenuto dall'Archivio di Stato dimostra invece (verosimilmente) che la terza auto ritrovata (la 128 blu) c'era già oltre due giorni prima, al momento del ritrovamento della seconda auto, la 128 bianca. Ancora una volta, sembrerebbe, un caso di "sciatteria investigativa", nella migliore delle ipotesi.

***

Peccato che sia così buia! così ci dicemmo guardando la foto, pubblicata negli atti dalla CM2, qui sotto:

(https://gerograssi.it/cms2/file/casomoro/2018-02-22/0470_001.pdf).                        

FOTO 1

 

Eh sì perché, esaminando gli atti, ci apparve chiaro che le due auto, trovate abbandonate quasi affiancate e su lati opposti della strada (secondo Morucci contemporaneamente alla 132) erano l'una in vista della posizione
dell'altra e quindi questa particolare foto della 128 bianca (l'auto fu ritrovata il 17 marzo alle 4:10 di notte) avrebbe dovuto mostrare -nella parte ahimè troppo buia- anche la 128 blu... se davvero c'era fin dalla mattina del 16 marzo insieme alle altre. 

Un'idea in fondo banale, ma che finora nessuno, fra quanti hanno indagato e hanno "maneggiato" direttamente la foto originale acquisita agli atti dei processi, aveva messo in campo. Che sia noto, almeno.

Come si può vedere da questa nostra ricostruzione, basata sul fascicolo

precedentemente citato e su quello relativo alla 128 blu ritrovata solo il 19 marzo (https://gerograssi.it/cms2/file/casomoro/DVD23/0329_009.pdf) , questa era la posizione reciproca dei due mezzi, distanziati fra loro, al massimo, di appena 20 metri.

FOTO 2
 

Ci siamo detti a questo punto che forse l'originale non sarebbe stato così buio! e ci siamo messi alla sua ricerca.

Non abbiamo poi potuto visionare l'originale, per temporanei problemi burocratico-organizzativi delle strutture che lo detengono, ma abbiamo potuto ottenere, per cortesia dell'Archivio di Stato di Roma e del suo direttore dott. Michele Di Sivo, che ringraziamo sentitamente, una copia dell'originale, certamente migliore di quella dei documenti di CM2. 

Ma prima di vederla andiamo a verificare altre due foto della 128 blu (cfr. sempre il secondo file citato, doc. 0329_009) per poter tenere a mente un paio di dettagli che potranno risultare determinanti nel riconoscimento o meno dell'auto.

In questa foto semifrontale, fatta la sera del ritrovamento (19/3) notiamo quindi la posizione dei bolli di assicurazione e di circolazione sul parabrezza. Sono in alto al centro, ben allineati e un po' staccati fra loro, come possiamo vedere qui sotto.


FOTO 3

Qui invece appuntiamo l'attenzione sulla particolare forma dello specchietto retrovisore della 128, forma riscontrabile anche nella prima foto, quella della 128 bianca.

FOTO 4

 

Se torniamo un attimo indietro quindi, alla prima foto di questo scritto, oltre a verificare la stessa forma nello specchietto retrovisore della 128 bianca, possiamo soprattutto constatare che, davanti a dove doveva trovarsi la 128 blu, in base agli accertamenti descritti in doc. 329-9, si vede nitidamente  un'auto chiara a due volumi. Verosimilmente una Renault R4 (o, meno verosimilmente, una  R5).

In rete si ritrovano i seguenti dati relativamente alle altezze di questi veicoli:

Renault R4  h = m. 1,55

Renault R5  h = m. 1,40

Fiat  128      h = m. 1,34

Come vediamo, la 128 è dunque l'auto più bassa fra le tre. 

Era infatti un'auto decisamente bassa per essere una berlinetta. Si tenga conto che la Fiat 500 di quegli anni era alta 1,325 m. Un solo centimetro e mezzo in meno! 

Bene è comunque giunto il momento di vedere la foto (più chiara ma non chiarissima come ci sarebbe piaciuto) e il relativo ingrandimento parziale fornitici dall'Archivio di Stato di Roma.

Non senza aver prima ricordato, come espressamente richiestoci: 

  • che la presente foto e il suo stralcio sono stati ottenuti dall' Archivio di Stato di Roma su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo;
  • che è fatto divieto a chiunque di effettuare e/o diffondere copie di queste foto;
  • che l'Archivio di Stato di Roma, cui questa pubblicazione è stata preventivamente inviata per deposito, è l'Istituto che conserva tale documentazione.          

E finalmente vediamole queste foto.

Questa la foto completa, dove apparentemente non si vede molto di più della prima:

FOTO 5 (su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. Divieto di riproduzione)


E questo invece il dettaglio dove comunque, pur non con la nitidezza che avremmo sperato, dietro la Renault chiara, si distingue nitidamente un'auto scura dietro due soggetti a colloquio (freccia rossa aggiunta da noi):

FOTO 6 (su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. Divieto di riproduzione)

E l'auto scura, sull'altro lato del marciapiede e più indietro, è ancora più nettamente distinguibile in questo ritaglio della foto dell' Archivio di Stato di Roma che abbiamo elaborato "giocando" su luce e contrasto:

FOTO 7 (su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. Divieto di riproduzione)





Allora: 

  • E' con tutta evidenza un'auto scura (blu?)
  • E' con tutta evidenza un'auto bassa, certamente più bassa della Renault che la precede.
  • I bolli sono in alto , al centro e ben allineati e staccati fra loro (si veda la differenza con quelli della 128 bianca che, pur in alto al centro, sono però obliqui e ravvicinati). Questi invece appaiono nella stessa identica posizione che vediamo nella precedente foto 3.
  • Lo specchietto retrovisore appare della stessa forma e nella stessa posizione che vediamo più distintamente nella 128 bianca e nella precedente foto 4.

Nella foto che segue abbiamo evidenziato i particolari su illustrati (la linea rossa orizzontale è tangente al tettuccio dell'auto scura dietro i due uomini):

FOTO 8 (su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. Divieto di riproduzione)

E ancora qui di seguito un ingrandimento-stralcio della nostra elaborazione:

FOTO 9 (su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. Divieto di riproduzione)

Conclusioni.

Se le nostre considerazioni sono esatte, da un lato non possiamo che invitare chi può a verificare quanto ci sembra palese, direttamente sull'originale. Che dovrebbe offrire elementi di ulteriore maggiore chiarezza. 

Dall'altro non possiamo, sempre nell'ipotesi della correttezza delle nostre valutazioni, non considerare che, a fronte delle numerose anche recenti asserzioni  -basate sulle relazioni del tempo- sul fatto che le auto furono sicuramente lasciate in tre tappe, che le indagini, su questo punto almeno,  furono veramente lacunose. O per insipienza o volutamente.

Da ultimo ci teniamo a sottolineare che quanto sopra dimostrerebbe soltanto che alle 4:10 del 17 marzo c'era già anche la 128 blu, ma non certo che tutte e tre le auto (le due 128 e la 132 cioè)  siano state rilasciate contemporaneamente entro le 9:20 del 16 marzo. Cosa che cozza contro la logica, per il fatto che è difficile immaginare che i due  equipaggi delle 128 abbiano parcheggiato le auto contemporaneamente alla 132  per dirigersi tutti alle scalette di via Prisciano senza essere notati da nessuno come fu invece per quelli della 132. 

Prima delle 9:20 non potevano parcheggiare perché, considerate le varie soste descritte nel memoriale Morucci è materialmente impossibile.

Subito dopo le 9:20 è identicamente impossibile per la folta presenza di agenti di Polizia (Squalo 4, Digos, Polizia Scientifica, Unità Cinofila ) intervenuti sul posto e trattenutisi almeno fino alle 11:30 come risulta dai verbali.


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2 commenti:

  1. Con riferimento ai brogliacci della Polizia relativi ai canali radio “Distretti e commissariati” e “Volanti” (Atti CM1 Vol. 29), esiste una significativa differenza tra la segnalazione, quasi immediata, riguardante le auto Fiat 128 bianca e 132 blu e quella, successiva, riguardante la Fiat 128 blu.

    Infatti mentre la 128 bianca targata Roma M53995 (in realtà M53955) e la 132 blu targata Roma P79560 - subito associate alla strage avvenuta in Via Fani - erano entrambe ufficialmente ricercate già a partire dalle 09:10, solo intorno alle 13:15 la Fiat 128 blu targata Roma L?850? (in realtà L55850) è oggetto di una scarna segnalazione prima sul canale “Distretti e commissariati” e subito dopo su quello “Volanti” i cui brogliacci riportano rispettivamente:
    «auto 128 colore blu targata L?850? caso rintraccio comunicare subito a W21»
    «caso rintraccio 128 blu targata Roma L?850? controllare gli occupanti notiziando W21»
    (*)

    Anche trascurando il fatto che la targa segnalata - per quanto simile - non è né completa né corretta, il valore differente di questa segnalazione è del tutto evidente dal momento che la 128 blu non viene chiaramente associata alla strage e l'indicazione che arriva agli agenti impegnati sul terreno risulta piuttosto blanda consistendo unicamente in un obbligo piuttosto generico di comunicazione alla centrale operativa e controllo degli occupanti.

    A riprova di ciò, le espressioni dubitative utilizzate sia nel verbale di rinvenimento («poiché si presume che la predetta auto possa avere attinenza con l'attentato» - Atti CM1 Vol. 30) che nei rilievi tecnici della scientifica («la quale sarebbe stata utilizzata per compiere il sequestro nella persona dell'On. Aldo MORO» - Atti CM1 Vol. 43) attestano che alla data del 19.03.1978 non solo la Fiat 128 blu targata Roma L55850 non era oggetto di ricerche specifiche ma soprattutto che a ben tre giorni di distanza dai fatti il suo collegamento diretto con la strage di Via Fani era tutt'altro che acclarato.

    Alberto

    (*) in entrambe le notazioni della targa sopra riportate dopo la lettera “L” viene inserito il numero “6” accompagnato da un punto interrogativo a significare evidentemente che l'indicazione di tale numero era dubbia dovendosi quindi intendere come Roma L?850?

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  2. A distanza di un mese dalla pubblicazione di questo articolo a suo modo STORICO, mi sento in dovere (e in diritto) di manifestare un commento, quale co-artefice delle laboriose ricerche, tentativi, simulazioni, ed infine risultato concreto, che ci hanno condotto alla foto qui pubblicata per la prima volta nella storia nella sua versione ad oggi più leggibile in 46 anni.
    E' sinceramente sconfortante che nessuno sia sobbalzato alla pubblicazione di questo articolo, neppure gli esegeti di parte più, diciamo così, non complottista, per non dire di adesione alla vulgata ufficiale, dunque brigatista: neppure costoro.
    Eppure quanto abbiamo rivelato con questo articolo, per gentile concessione ESCLUSIVA ED UNICA dell'Archivio di Stato di Roma, taglia sostanzialmente la testa al toro a 46 anni di diatribe su una delle questioni più controverse del "caso Moro": ovvero la tempistica del rilascio delle auto usate nella fuga in Via Calvo.
    E' forse un bruttissimo segno di come il sensazionalismo continui ad avere pregio sulla ricerca documentale e le sue concrete risultanze.
    E allora tanto vale essere più chiari:
    dopo che Tribunali, "reduci" ex BR, inquirenti, forze di Polizia, giornalisti di inchiesta, tre (3) Commissioni Parlamentari di inchiesta (CM-1, Stragi e CM-2), pur ricche di accanite, competenti ed illustri presenze volte sinceramente a chiarire gli aspetti oscuri della vicenda, giornalisti di inchiesta professionisti e Storici, si sono dilungati per oltre 4 (quattro) decenni a dibattere sulla tempistica del rilascio delle tre auto in Via Calvo (non diciamo quali, perchè a questo punto è lecito dare per scontato che chi ci legge sappia di cosa parliamo) , basandosi su mere deduzioni presuntivamente logiche sulle condizioni meteo (aveva piovuto o no a Roma, in quelle ore?), oppure sulla matura di sfida o meno da parte delle BR nel rilascio delle auto, o sul presunto significato di lanciare messaggi col rilascio differito (rilascio differito ancora attestato praticamente come fatto certo dalle relazioni della CM-2), ecc. ecc. ecc.; ebbene:
    sembra sfuggire a tutti l'evidenza del fatto STORICO che questo articolo- e questa foto- SEMBRANO PROPRIO DIMOSTRARE CON OOCHI MARGINE DI DUBBIO CHE ALMENO ALLE 4 DI MATTINA DEL 17 MARZO ANCHE LE DEU 128, BIANCA E BLU, ERANO GIA' IN VIA CALVO.
    Ma noi, si sa, siamo dei dilettanti senza alcuna smania di sensazionalismi.
    Per chi ne ne ha veramente voglia, e auspicabilmente anche per le Autorità competenti, si tratterebbe, ora, di prenderne serenamente atto, e di iniziare a ragionare su cosa possa essere REALMENTE avvenuto tra le 9.20 ante meridiane circa (orario di ritrovamento accertato della fiat 132 blu) del 16 marzo 1978 e le 4.00 ante meridiane circa (orario di ritrovamento della 128 bianca, dietro la quale però la "nostra" foto dimostra quasi sicuramente essere presente anche la 128 blu) del 17 marzo 1978.
    Se non è ancora chiaro: abbiamo azzerato 46 anni di mere ipotesi ed illazioni.



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