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domenica 5 febbraio 2023

La relazione della commissione Antimafia, sezione VII, XVIII Legislatura

(a cura di SEDICidiMARZO) 

 

RISULTANZE DI UN SUPPLEMENTO DI ACQUISIZIONI INVESTIGATIVE SULL’EVENTUALE PRESENZA DI TERZE FORZE, RIFERIBILI AD ORGANIZZAZIONI CRIMINALI, NEL COMPIMENTO DELL’ECCIDIO DI VIA FANI

 

Il 13 settembre 2022 è stata approvata la relazione di cui trattasi ma pubblicata solo di recente, a fine gennaio.

La relazione, a firma dell’On. Ascari, è stata materialmente redatta – a quanto ci risulta - dal consulente  incaricato all’uopo e che ha condotto indagini e nuove audizioni: il dott. Guido Salvini, già consulente, da un certo punto in poi, anche della recente seconda Commissione Moro, quella presieduta da Fioroni.

Come si diceva, il dott. Salvini ha proceduto a nuove audizioni, fra cui in particolare segnaliamo quella – molto tormentata a quanto si apprende – di uno degli autori dell’ eccidio, Bonisoli. Ma anche di testimoni oculari  che all’epoca

mercoledì 10 luglio 2019

TUTTO SU (VIA) GRADOLI - parte 4 "Quer pasticciaccio brutto" del brigadiere Merola



 ( a cura di: Franco Martines)

Immagini  di repertorio dal sito:
http://www.assopolizia.it/immagini/
Abbiamo visto,  in precedenza,  la prima "soffiata" su (via) Gradoli  ad opera di Prodi e della sua seduta spirica che portò il 6 aprile solo alle perquisizioni in agro di Gradoli (ma sulla primogenitura della indicazione "Gradoli/via Gradoli" si sono stratificate nel tempo  varie altre e controverse affermazioni, vedi ad es.  quest'articolo di Repubblica con le dichiarazioni di Labruna.  (Clicka sulla parte evidenziata).
Abbiamo poi visto la dinamica dell'allagamento al piano sottostante l'interno 11 di via Gradoli 96 e dell'intervento dei Vigili del Fuoco, nonché la successiva irruzione nell'appartamento da parte della Digos, seguita dall'entrata, nello stesso, della Polizia Scientifica, del magistrato ancora in sella, Infelisi, e di tanti altri (vedi puntate precedenti in fondo all'articolo).

Si apre ora il complesso capitolo delle indagini (che in realtà sarà più d'uno). Tra i primi ad intervenire, sulla volante Beta che

giovedì 13 giugno 2019

TUTTO SU (VIA) GRADOLI - parte 3

ENTRA IN SCENA LA POLIZIA E  SFONDA LA PORTA - Ma qualcosa nei tempi non torna.


+++ Aggiornato il 15.06.19 con riproduzioni di altri doc.ti  di via Gradoli +++

+++ Aggiornato il 14.06.19 con riproduzioni di documenti di via Gradoli +++


(a cura di: Franco Martines )

Riepiloghiamo brevemente quanto successo fin qui.

Immagine esemplificativa da Cesenatoday.it
Siamo al 18 aprile 1978; in via Gradoli 96 int. 7  la signora Nunzia Damiano alle 8 del mattino si accorge della infiltrazione d'acqua dal piano sovrastante, esce dall'appartamento per chiedere un aiuto e alle 8:10  incontra l' ex amministratore dello stabile (ma in quel momento ancora facente funzioni) Domenico Catracchia, in compagnia del custode  Giovanni Scipioni e dell'idraulico del condominio Jean Claude Teschofen. Tutti insieme verificano l'entità dell'infiltrazione, suonano senza avere risposta all'intermo 11 sovrastante, cercano inutilmente di forzare la porta e infine decidono di rivolgersi ai Vigili del Fuoco; l'idraulico Teschofen si incarica di fare la telefonata da casa sua dato che abitava vicino. 
La chiamata è registrata alle 9:47 ( quasi due ore dopo la constatazione della emergenza) e l'intervento parte dal distaccamento di Roma Prati (via Caposile 9); a bordo dell' APS (autopompa) ci sono il caposquadra Giuseppe Leonardi e i vigili Vagnoni e Gregori.

martedì 28 maggio 2019

TUTTO SU (VIA) GRADOLI - parte 2

L'ALLAGAMENTO


(a cura di: Franco Martines)


Il 18 aprile, una giornata tiepida e soleggiata, sarà un giorno in cui avvengono,
più o meno in contemporanea, due fatti eclatanti che alcuni studiosi  ritengono  anche connessi.
Vedi ad es. Gotor nel suo recente "Io ci sarò ancora" a pag. 169 edizione digitale [... Perché quella catena che unisce il sequestro di persona alla sua dimensione spionistico-informativa, proprio come la poesia di Eugenio Montale, ha «un anello che non tiene. Il filo da disbrogliare che finalmente ci metta nel mezzo di una verità». L’anello è via Gradoli, il filo è il falso comunicato del lago della Duchessa di pochi minuti successivo...]

Tanto per contestualizzare, solo tre giorni prima era stato fatto ritrovare, con le solite modalità, il comunicato n. 6 riportante la condanna a morte di Moro. [vedi nota  (1) ]

domenica 17 giugno 2018

UNA TARGA DI CARTONE VICINO VIA LICINIO CALVO- ENIGMA ?

( a cura di: sedicIDImarzo )


Just food for brain.

Una targa di cartone su un furgone bianco in via Anneo Lucano semina il panico il 18 marzo 1978. A due giorni di distanza dal sequestro Moro e a poche ore dal ritrovamento della seconda auto dei BR nella vicina via Licinio Calvo, qualcuno nota quella strana targa di cartone nero e caratteri bianchi (sovrapposta alla vera targa) e dà l'allarme. Ma leggiamo uno stralcio della relazione di servizio (se vuoi leggerla tutta vai qui):




In buona sostanza la cosa, dopo perquisizione del mezzo e del locale in cui si trovava il proprietario (una radio privata) e suo interrogatorio, si risolve e conclude in giornata. Lo si ritiene evidentemente un episodio di poco momento e non collegato al rapimento di Moro.

L'episodio viene raccontato da molti giornali il giorno dopo e, tra questi, da Paese Sera. Il quale, unico fra i giornali e, si direbbe, anche fra gli investigatori, si interroga su quella strana sigla apposta sulla targa di cartone ( POA 464, mentre sul retro, sulla parte non esposta, riportava KZ 3142) e ne dà un'interpretazione. Vediamo l'articolo pubblicato il 19

lunedì 11 giugno 2018

MEMORIALE MORUCCI E ALTRO

sedicIDImarzo  (grazie a Nicola Ventura )


Un documento di 280 pagine che in realtà contiene anche molto altro.





Potete leggerlo e scaricarlo qui

In particolare segnaliamo:

Le dichiarazioni di Morucci pagg.     7-112

Le dichiarazioni di Faranda pagg. 113-151

Memoria processuale Morucci-Faranda pagg.  201-212

lunedì 7 maggio 2018

BREVE CRITICA ALLA POSIZIONE DELL'ON. LAVAGNO, IN ORDINE ALLA RELAZIONE DELLA "SCIENTIFICA" DEL 2015, APPARSA NEL LIBRO "MORO-L'INCHIESTA SENZA FINALE" (coautore: Vladimiro Satta)

(A cura di : Andrea Guidi )

Come anticipato sul gruppo faceboook del "sedicidimarzo", ecco alcune note in merito alla parte redatta dall'On. Fabio Lavagno - membro della seconda Commissione Moro che ha appena terminato i propri lavori- del libro appena edito "Moro- L'inchiesta senza finale", "Edup" dizioni, collana " Studi e Saggi", scritto congiuntamente- ma appunto in due parti distinte- con Vladimiro Satta (che credo non abbia bisogno di presentazioni).
Premetto subito che le note che seguono non vogliono in alcun modo rappresentare una nota polemica nei confronti dell'Autore, ma semmai auspicabilmente sollecitare un dialogo, con replica da parte sua che sarebbe ben gradita, Autore al quale spero pertanto sin d'ora che in qualche modo esse possano giungere.
Mi riservo, tempo ed energie permettendo, di dedicare analogo commento alla parte scritta da Vladimiro Satta (vertente su una interpretazione riduttivistica dell'importanza del "memoriale Morucci" nell'ambito della consacrazione della verità ufficiale sulla vicenda, importanza fatta invece propria dalla Commissione parlamentare).
In sintesi, l'On. Lavagno critica le conclusioni raggiunte nelle tre relazioni prodotte dal 2015 in poi dalla Commissione di cui egli stesso è stato membro, assumendo che in realtà non sussista in pratica alcun elemento nuovo per discostarsi dalla versione ufficiale dei fatti fino ad oggi nota, e in particolare sull'agguato di via Fani. Devo dire subito, ciò in coerenza con il voto contrario (l'unico voto contrario) da egli espresso in sede di approvazione della relazione conclusiva a fine 2017.
Tra i veri elementi da lui considerati, quello che - al netto di possibili erronee interpretazioni del sottoscritto: ma in tutta onestà, non mi pare- assume un ruolo centrale è la completa sottovalutazione, a suo dire, da parte della Commissione, della relazione tecnica eseguita dalla Polizia di Scientifica di Roma ed illustrata nella famosa audizione del 10 giugno 2015 (nel volume in commento, ritengo per banale errore materiale, indicato come 19 giugno). Audizione che, a detta dell'On. Lavagno rivestirebbe

lunedì 9 aprile 2018

UN CENTINAIO DI DOCUMENTI CM2 DECLASSIFICATI E PUBBLICATI DA GERO GRASSI

Da oggi sul sito dell' on. Gero Grassi sono disponibili circa un centinaio di documenti della seconda Commissione Moro recentemente declassificati.

Altri ne dovrebbero seguire. I file sono disponibili qui 

 ( http://www.gerograssi.it/cms2/index.php?option=com_content&task=view&id=17030&Itemid=155#B171 )

venerdì 2 marzo 2018

AVVISO del 2 marzo 2018

E' stato sostituito con una versione aggiornata ed ampliata, a cura dell'autore, il saggio di Maurizio Barozzi "Un contributo su via Fani"

Leggi qui

giovedì 8 febbraio 2018

FINALMENTE! IL RAPPORTO R.I.S. SUL SOPRALLUOGO DI VIA MONTALCINI (con tutti dati)

E' disponibile finalmente la relazione finale dei R.I.S. sul sopralluogo e le verifiche effettuati il 4 maggio in via Montalcini 8.

Nella relazione vi sono dati metrici , grafici e ricostruzioni 3D in relazione alla presenza ed "utilizzo" della R4 all'interno del box e i dati audio-metrici in relazione alle prove di sparo effettuate.

A proposito dei primi ci piace rilevare come venga confermato e valorizzato un particolare da noi evidenziato a suo tempo. E cioè che il box, all'epoca, era ancor più corto di quanto sia oggi.                    Vedi:
( http://www.sedicidimarzo.org/2017/06/box-montalcini-era-piu-corto.html )

La relazione è leggibile per intero e scaricabile qui dal sito di Gero Grassi .  Qui di seguito invece un estratto della stessa con le conclusioni e le considerazioni finali.

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[...]

CONCLUSIONI 

Prove d'ingombro con la RenauM Le attività tecniche effettuate il 4 maggio 2017 in Via Montalcini n.8 in Roma hanno insinuato il dubbio che il box d'interesse nel corso del tempo

sabato 13 gennaio 2018

NON CI SONO PAROLE !


Sì, non ci sono parole per commentare, almeno a caldo, una "cosa" così. 

Viene solo da tirare conclusioni affrettate e pensare che se il livello di insipienza dei membri del commando e degli altri era questo , beh , non è poi così difficile concludere che possano essere stati ampiamente manovrati; al punto che forse sarebbe il caso di  ripristinare la vecchia dizione di: "SEDICENTI Brigate Rosse".

Questo il post "scanzonato" e canzonatorio della Balzerani sulla sua pagina Facebook (speriamo per lei, almeno involontariamente canzonatorio).




Barbara Balzerani
chi mi ospita oltre confine per i fasti del 40ennale?

sabato 16 dicembre 2017

TG2 PUNTO DI VISTA: TERZA RELAZIONE COMMISSIONE MORO


UNA ANALISI SUI PRINCIPALI CONTENUTI DELLA TERZA RELAZIONE  COMM. MORO

Ospiti in studio l'on Giuseppe Fioroni e i giornalisti Giovanni Fasanella e Valter Vecellio. Si discutono le ultime novita` emerse dalla Commissione Parlamentare di inchiesta sul Caso Moro.

(N.B. per poter accedere ai contenuti verrà richiesta l'iscrizione)

Vedi la puntata.

martedì 12 dicembre 2017

LA TERZA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE MORO

Vi forniamo il link della terza relazione prodotta dalla attuale Commissione Moro .
Sono 274 pagine che potete anche scaricare. 
A corredo un'intervista a Gero Grassi (delle 15:00) da parte di Radio Radicale in cui vengono affrontati alcuni temi della relazione.

Leggi o scarica la relazione  qui

Ascolta l'intervista di Grassi  qui

sabato 9 dicembre 2017

L'ALBUM DI IDENTIKIT E FOTO SEGNALETICHE DEI 55 GIORNI





Vi proponiamo una raccolta di identikit , foto segnaletiche e photofit relativi ai 55 giorni e non solo, ricavati dai volumi della CM1. Di ognuno sono riportati i riferimenti.
La qualità di alcune immagini è quella che è ma, parafrasando, non lo si è fatto apposta.
Ogni tanto qualche piccola nostra annotazione su aspetti e particolari "curiosi".

Guarda il documento con foto e identikit

martedì 5 dicembre 2017

TUTTI I DOCUMENTI SUL RULLINO DI FOTO SCOMPARSO ( Vicenda Nucci/Rossi )



Il giorno del rapimento  (qui se vuoi rivedere una pagina de L'Unità del 17 marzo) furono scattate numerose foto da un balcone di via Fani nell'immediatezza degli eventi. (Qualcuno ipotizza anche prima ).

Le foto furono scattate da Gerardo Nucci che però poi passò il rullino alla ex moglie Cristina Rossi (che lavorava in un'agenzia giornalistica) la quale , a sua volta, consegnò il rullino a Infelisi.

Dopodiché il rullino -giudicato poco importante! dal magistrato - andò smarrito.

Ma Cristina Rossi balzò - fin troppo tempestivamente - agli onori delle cronache di stampa  quale autrice delle foto. Ci fu anche, il giorno dopo l'articolo di Repubblica,  una telefonata di minacce nei suoi confronti giunta ad un albergatore emiliano in cui, pena gravi ritorsioni anche contro di lui se non avesse dato pubblicità al "comunicato", si preannunciava una "condanna a morte" nei confronti di Cristina Rossi per aver consegnato quelle foto.

Di seguito, a partire dalle notizie di stampa del 19 marzo su queste foto , tutti i documenti relativi che abbiamo rinvenuto agli atti della CM1 e anche della CM2.

I documenti che seguono sono presentati in formato fotografico  ma, per chi preferisse, alla fine della sequenza fotografica vi è anche un link per accedere ad un documento che li riunisce tutti in un unico PDF e che ha il pregio di una migliore nitidezza rispetto alla versione fotografica

Ancora dopo, una copia di un nostro documento su tutte le foto scomparse, pubblicato su Vuoto a Perdere nel novembre 2015, dove evidenziavamo anche la analoga sparizione delle foto del fotografo Gualerzi, rintracciate quest'anno, dopo averne noi anche fatto segnalazione nel 2016 alla CM2  e alla giornalista Simona Zecchi che le ha scovate e pubblicate sul sito  Formiche.net (link in fondo a tutto).

Buona lettura



LA REPUBBLICA 19 marzo 1978

mercoledì 29 novembre 2017

AMARA LETTERA DEI FAMILIARI DELLE VITTIME DI VIA FANI A FIORONI


N.B.  Aggiunta ora alle 21:40 , dopo il testo della lettera, una precisazione di Gero Grassi giuntaci  in tempo reale via FB.
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N.B.2  Aggiunta di seguito alle 23:30 una replica a Grassi di Giovanni Ricci a nome dei familiari giunta anch'essa via FB
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E' stata pubblicata oggi sul sito di Gero Grassi una lettera (leggila qui ), inviata ieri,  nella quale si paventa con amarezza che molti dei nuovi documenti acquisiti possano essere mantenuti segreti con la conseguente eventualità che sugli stessi cada l'oblio per decenni, finendo col mantenere indecifrabili, in tutto o in parte, gli avvenimenti di via Fani.

Mentre ci uniamo a tale amarezza e alle legittime richieste avanzate dai familiari, ci auguriamo che il tutto sia nato da una falsa percezione di quanto in realtà sta davvero per avvenire.

Riportiamo la trascrizione  di questa lettera, per comodità di lettura, con l'avvertenza che sono nostri i grassetti colorati e le sottolineature.

L'originale può essere visionato al link sopra inserito.

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Al Presidente della Commissione Parlamentare d'inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo MORO

On. Giuseppe FIORONI
e p.c.
ai componenti della Commissione bicamerale - via email

Gentile Presidente,
in vista della fine dei lavori della Commissione ormai prossimi Le rappresentiamo alcune esigenze condivise dalle parti civili dei caduti della Strage di via Fani e della Famiglia Moro. In particolare al fine di poter al meglio esercitare in futuro i diritti previsti dal codice Le chiediamo con la presente alcune informazioni riguardanti in particolare le carte acquisite dall'organismo parlamentare che Lei presiede.

Preliminarmente vorremmo sapere se le carte acquisite saranno pubblicate con quali modalità e tempi e se potranno essere acquisite tramite i nostri legali che ci rappresentano in tutto e per tutto in queste sede.


Nello specifico Le chiediamo:

1.    Se la Commissione ha acquisito carte, documenti, informazioni o rapporti sui quali intende mantenere il segreto anche dopo la fine dei sui lavori. Infatti come si deduce dalla lettura dei resoconti pubblici molti sono i documenti che sono "entrati" con una classificazione di segreto;

2.    Qualora il segreto fosse mantenuto su un certo numero di atti o documenti, Le chiediamo di quale natura è questo segreto, quanto durerà, chi potrà eventualmente rimuoverlo e se i documenti saranno sottoposti ai regimi degli archivi in caso di trasmissione all'Archivio Storico della Camera. In tale ultimo caso infatti si potrebbe prevedere un segreto (a seconda dei documenti) di 30 o 50 anni.
Le chiediamo inoltre se comunque gli elementi di novità contenuti in questi documenti acquisiti con la classificazione "in entrata" di segreto siano stati rappresentati sostanzialmente nella relazione finale o siano stati del tutto espunti. Infatti non si comprenderebbe se tali elementi di novità fossero comunque taciuti. E ciò perché ben si comprende la tutela riguardante le singole responsabilità ma non si comprenderebbe l'omissione del racconto della verità di fatti nuovi ed eventualmente importanti. Tutto ciò soprattutto alla luce dello spirito, delle motivazioni e della stessa logica politica ispiratrice delle direttive Prodi e Renzi in materia di desecretazione di atti direttamente o indirettamente collegati a reati di Strage.

3.    Sempre per poter al meglio esercitare i diritti delle parti civili le chiediamo se questi documenti che eventualmente non saranno pubblicati perché coperti da segreto, riguardino la strage di via Fani, la prigionia del Presidente Moro o la sua uccisione.

4.    In particolare Le chiediamo di conoscere quali e quanti documenti saranno inviati per competenza alla Procura della Repubblica di Roma, quanti e quali alla Procura Generale presso la Corte di Assise di Roma e presso la Corte Appello di Roma nonché alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria che indaga anch'essa sulla vicenda Moro.

5.    Vorremmo sapere inoltre su quali documenti la Commissione intende apporre il segreto "funzionale" e se saranno tutti anch'essi inviati alla Magistratura.

6.    In ragione di quanto già esposto le chiediamo di poter avere quindi un elenco complessivo dei documenti sui quali eventualmente cadrà il segreto e anche l'elenco di quelli che saranno versati all' Archivio Storico della Camera dei Deputati.

7.    In qualità di parti offese riteniamo che a 40 anni dai fatti non sia concepibile apporre il segreto su fatti nuovi quando lo Stato italiano si è impegnato, con nostro grande apprezzamento, a rimuovere quelli del passato. L'esigenza di trasparenza, conoscenza e verità fa premio su qualsiasi altra necessità di tutela perché già la semplice trasmissione alla magistratura senza ulteriori aggravi di segretezza potrà garantire indagini approfondite e l'accertamento della verità tutelando la necessaria riservatezza. Non crediamo, e lo diciamo prima che la relazione finale venga approvata, che si possa sottrarre alla conoscenza degli italiani qualsiasi elemento di novità perché questa Commissione parlamentare è stata costituita a tale fine e se tale "conoscenza" fosse secretata senza ragionevoli, comprensibili e dichiarabili motivazioni ciò sarebbe del tutto inaccettabile perché questa è una verità che appartiene ai familiari delle Vittime ed a tutto il popolo italiano e non è concepibile che siano i suoi rappresentati a sottrargliela.


Data, 28 novembre 2017



(N.d.r  Firmato da: Ignazio RIVERA, Giovanni RICCI, Paolo RICCI, Sandro LEONARDI, Vincenzo IOZZINO, Maria Fida MORO, Luca MORO )

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29.11.2017 ore 21:40
Gero Grassi Lettera errata nel merito. Quello che è secretato è conseguenza di indagini in corso. Si può Desecretare materiale attraverso il quale si tenta di arrivare alla verità e potrebbe comportare attività penale della magistratura? No, altrimenti faremmo un piacere ai criminali. Conoscendo i firmatari deduco che sono stato mal consigliati dagli avvocati. Bastava una telefonata e avrebbero avuto consigli migliori. Si può sempre rimediare.
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29.11.2017 ore:23:30
Giovanni Ricci Appaiono singolari le affermazioni dell'on. Gero Grassi e rimaniamo stupiti perche' a noi non risulta la trasmissione di tali atti alla Magistratura ne notizie di indagini in corso su tali atti secretati. Chiediamo allora di conoscere almeno in che data tali atti (tutti) sono stati o saranno trasmessi alla magistratura e a quali Procure della Repubblica. Se e quando la Magistratura confermera' la ricezione di questi atti e quindi nuove indagini in corso saremo lieti di apprenderlo come italiani e come familiari delle vittime. Avremmo voluto saperlo prima ma a volte le cose vanno sollecitate... Vorra' dire che attenderemo l'esito delle indagini penali e al termine tutti gli italiani potranno conoscere gli atti oggi secretati. Sara' semplice capire se sono stati tutti trasmessi o qualcuno "merita" un periodo di secretazione funzionale. Se ne prossimi mesi apprenderemo che qualche atto non e' stato trasmesso dalla Commissione perche' secretato vorra' dire che oggi, ancora una volta, abbiamo ragione noi. Ma manderemo altre lettere e faremo sentire la nostra voce. Speriamo vivamente che non ce ne sia bisogno e che molto presto si possano portare alla luce i VERI buchi neri centrali di questa tristissima storia.

martedì 28 novembre 2017

AUDIZIONE IN COMMISSIONE DI WALTER DI CERA - 7 NOVEMBRE 2017 (AGGIORNAMENTO)


AGGIORNAMENTO 2 (30.11.2017)
L'AUDIZIONE, POI SVOLTASI IL 7 NOVEMBRE 2017, NON E' STATA REGISTRATA PER VOLONTA' DELL'AUDITO. E' COMUNQUE ORA DISPONIBILE LO STENOGRAFICO NON CORRETTO (PROVVISORIO) CHE PUBBLICHIAMO IN FONDO.  QUANDO SARA' DISPONIBILE QUELLO DEFINITIVO LO SOSTITUIREMO.
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AGGIORNAMENTO
L'AUDIZIONE DI OGGI E' STATA ANNULLATA PER CONCOMITANZA LAVORI SENATO

DAL SITO PARLAMENTO.IT

http://parlamento17.camera.it/165?shadow_organo_parlamentare=2508&id_commissione=88


COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUL RAPIMENTO E SULLA MORTE DI ALDO MORO

mercoledì 22 novembre 2017

LA STRANA RELAZIONE DELL'AGENTE DI LEVA (2) [aggiornamento]


( Riproponiamo qui un documento, già pubblicato, con un piccolo aggiornamento in appendice) 


Roma, sedici di Marzo 1978. [...] Portatici, con la volante, in quella strada, cioe` in via Fani, abbiamo visto due auto tamponate con i vetri rotti: nella prima una Fiat 132 o 130, vi erano due persone riverse sui sedili anteriori; il primo, quello al posto di guida, era leggermente reclinato sul lato destro; quando gli ho chiesto cosa fosse successo, ha fatto solo un cenno con la testa senza proferire parola, non e` riuscito ad aprire la bocca ed ha reclinato il corpo. Il secondo non dava segni di vita [...]

Cosi`, l'agente di PS fuori servizio, Renato Di Leva descrive nella Relazione di servizio la scena che gli si paro` dinanzi agli occhi. Per anni le sue parole hanno fornito una delle piu` interessanti descrizioni della scena della strage di via Fani ed una delle fonti ritenute piu` attendibili.

Nel 2016, il collettivo SEDICidiMARZO, a fronte di una attenta analisi del documento, ha riscontrato nella relazione un lungo elenco di incongruenze e descrizioni dubbie dei fatti. Fino ad arrivare alla scoperta di una copia della relazione alla quale era apposta una firma del Di Leva falsificata e alla deduzione (come verrà infatti dichiarato dallo stesso in audizione) che la sua relazione fu materialmente redatta da altri.

Le osservazioni sulla relazione di servizio del sig. Di Leva sono state inviate in data 12/12/2015 al sen. Fornaro e all'on. Grassi, membri della Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro. Il giorno dopo è stata inviata una piccola integrazione.


Il sig. Di Leva e` stato audito dalla Commissione di inchiesta in data 21/04/2016.




APPENDICE

L' agente, prima dell'audizione del 21 aprile 2016, era stato ascoltato il 14 luglio 2015, in qualità di persona informata dei fatti, dai collaboratori della commissione. 

In tale occasione aveva introdotto delle novità rispetto a quanto da lui descritto nella relazione di