lunedì 8 ottobre 2018

APPENDICE SULLA "MISTERIOSA BIONDA" DI FREGENE



(a cura di: Andrea Guidi)

APPENDICE SULLA "MISTERIOSA BIONDA" DI FREGENE
(ORA E' SICURO, NESSUNA ULTERIORE INDAGINE FU MAI SVOLTA)


Abbiamo di recente pubblicato un nostro articolo nel quale, come sa chi ci segue, davamo conto di un episodio piuttosto oscuro verificatosi negli ultimi giorni di marzo del 1978 (in pieno sequestro) all'altezza del canale di Focene, allorché due "spalatori" videro quattro giovani, due uomini e due donne, sotterrare opuscoli delle BR. Non ripercorriamo qui tutta la vicenda di cui abbiamo dato conto, per la cui narrazione rinviamo al nostro articolo qui:

Ci limitiamo a ricordare solo che era assurta a nostro parere a figura chiave della vicenda una delle due donne viste dagli spalatori, in base alle cui testimonianze venne redatto l'ormai noto identikit: (vedi sopra).

Riguardo costei, infatti, insorse una sorta di contrasto investigativo tra la Guardia di Finanza da un lato, e l'Ucigos e il dott. Esposito del Ministero dell'Interno dall'altro, in quanto gli uomini dell'Ucigos fecero palesi

domenica 7 ottobre 2018

I Documenti lasciati da Steve

(a cura di: Giovanni Pesce)
I Documenti lasciati da Steve
Questa settimana, Vi invito a leggere e a ragionare su quanto è stato prodotto da Steve Pieczenik, l’inviato del Dipartimento di Stato Usa nell’intento di “governare” la crisi del sequestro Moro.   
Non è mai stato chiarito a cosa debba essere attribuita la “spintanea” decisione di Steve di raggiungere Roma; ovvero se  ad un invito/richiesta di Palazzo Chigi o se ad un suggerimento/imposizione da parte USA.
Steve, collega di Franco Ferracuti è  uno psichiatra assai valente, e si diletta a scrivere libri; qualcuno di questi, (Op-Center, Net Force) è stato scritto in coppia con Tom Clancy, lo scrittore che ha descritto in anticipo e commentato a caldo gli avvenimenti dell’11 Settembre.
Un  libro, invece  a firma unica di Steve, dal titolo “Massima Vigilanza” è, per noi, particolarmente denso di significati ; in quel testo Steve valuta se uno psichiatra “debba” supervisionare i processi  mentali del Capo dell’Esecutivo USA che non si dimostri in grado di gestire una crisi internazionale.
Steve scrive in inglese, ed è prolisso come molti scrittori USA; invece nei documenti lasciati sui tavolini italiani è pateticamente scarno.
Ne potete prendere atto nei 5 documenti in italiano che, di seguito, riporto:







Questi documenti sono qui presentati sia nella versione testuale sia nella versione immagine scannerizzata; in questa maniera potrete apprezzare sia il testo che la composizione della pagina, le sottolineature, le correzioni etc etc.:
Attualmente non ho idee su chi abbia redatto la versione italiana dei documenti di Steve; posso solo far notare l’uso del desueto termine “giuoco”.
Probabilmente qualcuno  nel comporre il testo, in questa forma italiana che stiamo osservando, non è riuscito a capire l’originale e pertanto riporta questa frase “Corce (?Curcio?)” che indica un tentativo di spiegare una cosa originale che non si è ben capita.
Potrete infine valutare con il senno di oggi, quali erano i “consigli” di allora, prodotti “a caldo” dal rappresentante del più potente Governo Mondiale, relativamente alla gestione del sequestro politico più grave della nostra Storia.
I testi sembrano scritti con una macchina da scrivere italiana Tipo Olivetti Lettera 22.
Gli ultimi 2 documenti sono troppo densi di nomi di funzionari italiani, per poter attribuire la paternità del testo al solo Steve, che invece, potrebbe esserne l’ideatore principale


Buona.Lettura.


giovedì 20 settembre 2018

SVELATA (DA NOI) LA TARGA DELLA FULVIA DI VIA FANI


(A cura di: SEDICidiMARZO)

Carlo D'Adamo nel suo ultimo libro "COUP D'ETAT IN VIA FANI" a pag. 314 dedica il capitoletto 3.7 a quello che chiama: "Il depistaggio dell'agente Di Leva e la strana storia della sua Fulvia".

Noi di questo personaggio e di questa storia abbiamo già diffusamente parlato qui e abbiamo poi ripreso la vicenda qui.

Riassumiamola in estrema sintesi.

La mattina del 16 marzo l'agente Renato Di leva, in borghese e libero dal servizio, alla guida di una Lancia Fulvia Hf (vedi foto a fianco) datagli da un collega e da riconsegnare ad un amico di questi,  si trova a transitare,
poco dopo le 9:00 in via Stresa e si accoda alla prima volante giunta subito dopo i tragici fatti, offrendo collaborazione agli agenti.


giovedì 6 settembre 2018

VIA CAETANI , SECONDA PARTE

La seconda parte dell'ottimo Gianni Pesce su via Caetani


Via Caetani Seconda Parte, dalle 13.00 in poi 
( di Giovanni Pesce )

Nella prima parte già pubblicata, abbiamo preso atto della situazione di calma apparente o allarme bianco che gravava su Via Caetani fino alle 13.00 del 9 Maggio 1978, nonostante la certezza, dalle 12.13, da parte degli inquirenti, della presenza del corpo dell’On Aldo Moro nel bagagliaio di una Renault 4, li “parcata”. Cap 4 Allarme Giallo All’una e cinque si passa dunque ad una fase di allarme giallo, ovvero inizia la fase operativa: un artificiere in divisa dell’Esercito rompe il mezzo-vetro scorrevole dello sportello destro anteriore della R4 e quindi, infilata una mano dentro l’auto, apre ambedue gli sportelli di destra [...]

Leggi qui tutto il documento

mercoledì 29 agosto 2018

VIA CAETANI: ALLARME BIANCO

di Giovanni Pesce


Premessa

Benché gli avvenimenti del 9 Maggio 1978 in Via Michelangelo Caetani, facciano parte della storia italiana,  a tutt’oggi la storiografia,  fermandosi alla prima osteria quella dove viene servita la versione ufficiale, non ha spinto l’indagine per tentare di far luce su parecchi punti  abbastanza oscuri della vicenda della riconsegna del corpo dell’On. Aldo Moro.

Non per niente quella via è una traversa di Via delle Botteghe Oscure,(in nomen omen)  strada utilizzata tradizionalmente come base per commerci di stoffe e tessuti.
Nel Maggio 1978 la Ditta F.lli Sonnino era al civico 41 mentre la Ditta Paganini da Via Caetani 4 si era già trasferita in Via delle Botteghe Oscure.

La strada Caetani, in realtà, è stata impostata su un segmento separatore tra l’emiciclo della Cavea (gradinata)  del Teatro di Balbo, con il Portico dello stesso.


Attualmente l’Isola Mattei con i palazzi Antici Mattei e Palazzo Caetani ricopre l’emiciclo, mentre il Portico corrisponde alla zona sovrastante la Crypta Balbi, interessantissimo ipogeo assolutamente da visitare anche per prendere visione degli ambienti “teatrali” sotterranei  sconosciuti al grande pubblico; l’entrata alla zona museale è su Via delle Botteghe Oscure 31, angolo Via Caetani.


Si potrebbero fare excursus storici e politici, ma l’obiettivo di questo scritto è quello di rimanere sugli atti certi (Testimonianze, fotografie, e ragionamenti logici molto concreti).


Si potrebbe così, parlare dell’omicidio di Giulio Cesare, avvenuto alle Idi di Marzo del 44 a.C. sulle scalinate del Teatro di Pompeo a Largo Argentina; e Largo Argentina è stata anche la sede del ritrovamento del   comunicato BR numero 1.




La costruzione del Palazzo Caetani (ex Palazzo Mattei) risale al 1564-1570 quando l’area fu destinata a palazzi principeschi, mentre l’area dell’adiacente Portico d’Ottavia era da poco stata assegnata da Papa Paolo IV, nel 1555, all’istituzione del Ghetto ebraico.


Con il passare del tempo Via Caetani viene indicata come una via del Ghetto, ma in realtà può essere considerata parte solo di un Ghetto “allargato”, in quanto non fa parte dell’area del Ghetto “storico” propriamente detto.


Nel periodo della “guerra civile” 1943-1945 i palazzi di Via Caetani sono stati usati per operazioni particolari come il nascondiglio di Peter Tompinks (aka Federico Caetani) dell’OSS o la liberazione, dopo trattativa, di prigionieri come l’Avv Vassalli, figlio di un Avvocato del Vaticano, citato da Aldo Moro nelle sue lettere durante il sequestro.