venerdì 16 febbraio 2018

UN PICCOLO SCOOP (GRAZIE AD UN NOSTRO LETTORE)



Un nostro gentile lettore (attento e preparatissimo) ci ha scritto , ponendoci dei quesiti che - non avendo noi per essi  risposta - rigiriamo a tutti coloro che ci seguono, invocando l'intelligenza collettiva.

Il lettore (che riteniamo faccia parte del Gruppo FB e si appaleserà - con nostro piacere- se e quando lo riterrà)  riferendosi alla storia di un necrologio di cui scrisse Pecorelli, ci ha anche inviato una foto della pagina del quotidiano Vita Sera che quel necrologio misterioso pubblicò. Foto che, avendoci invitato a farlo, vi mostriamo, in fondo.

giovedì 8 febbraio 2018

FINALMENTE! IL RAPPORTO R.I.S. SUL SOPRALLUOGO DI VIA MONTALCINI (con tutti dati)

E' disponibile finalmente la relazione finale dei R.I.S. sul sopralluogo e le verifiche effettuati il 4 maggio in via Montalcini 8.

Nella relazione vi sono dati metrici , grafici e ricostruzioni 3D in relazione alla presenza ed "utilizzo" della R4 all'interno del box e i dati audio-metrici in relazione alle prove di sparo effettuate.

A proposito dei primi ci piace rilevare come venga confermato e valorizzato un particolare da noi evidenziato a suo tempo. E cioè che il box, all'epoca, era ancor più corto di quanto sia oggi.                    Vedi:
( http://www.sedicidimarzo.org/2017/06/box-montalcini-era-piu-corto.html )

La relazione è leggibile per intero e scaricabile qui dal sito di Gero Grassi .  Qui di seguito invece un estratto della stessa con le conclusioni e le considerazioni finali.

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CONCLUSIONI 

Prove d'ingombro con la RenauM Le attività tecniche effettuate il 4 maggio 2017 in Via Montalcini n.8 in Roma hanno insinuato il dubbio che il box d'interesse nel corso del tempo

martedì 6 febbraio 2018

UN TESTIMONE DI VIA FANI CI RACCONTA...( ANCHE A PROPOSITO DELL’AGENTE ZIZZI )

(a cura di: Franco Martines)

 
Francesco Zizzi (http://www.aldomoro.eu/img/con-lui/Zizzi1.jpg )
Lo scorso week-end abbiamo incontrato un testimone di via Fani,il dottor Carmelo Destito.

Egli, dirigendosi al lavoro al Gemelli in macchina, quella mattina del 16 marzo, notò alcuni  uomini in divisa (i famosi avieri ) nella parte alta di via Stresa; come poi descrisse nella  deposizione la notte stessa e poi ancora mesi dopo davanti al, recentemente scomparso, giudice Imposimato.  

(Vedi qui, in un precedente articolo, il nostro quadro sinottico dei 34 testimoni e i relativi riferimenti ai volumi della CM1    http://www.sedicidimarzo.org/2017/10/una-tabella-riordinabile-piacere-su.html  )

Il dottor Destito   lavorava al Gemelli e abitava in via Stresa. Lui, oggi a riposo, era allora un giovane chirurgo e, elemento inedito emerso nella conversazione, fu anche chiamato ad intervenire su Zizzi  nella fase finale. 

martedì 30 gennaio 2018

L'ENIGMA DI VIA MONTALCINI 8 - Terza parte

Si conclude qui (ma è prevista probabilmente una piccola appendice più in là)  la nostra disamina sui documenti e le testimonianze connesse al "covo" di via Montalcini inteso come "prigione dei 55 giorni".

In particolare sottolineiamo un passo di questi documenti (meglio e più compiutamente riportati nel testo) dal quale si evince uno degli elementi centrali.  E cioè che la Braghetti , pur "tenuta d'occhio" dagli inquirenti, poté fare il trasloco da via Montalcini indisturbata nonostante la precedente paventata irruzione notturna (paventata agli altri condomini dai funzionari dell' Ucigos) che però in realtà non ebbe mai luogo.

Né valse la telefonata  all' Ucigos di qualcuno dei condomini a trasloco in atto. La Braghetti poi se ne andrà tranquillamente via portando le sue cose in parte nella casa paterna in via Laurentina e in parte in casa della zia e poté rendersi protagonista, un paio di anni dopo, dell'assassinio di Bachelet.

Questo, comunque, un passaggio della relazione dell'Ucigos che ritroverete più interamente  all'interno del documento.

“Sono stati effettuati servizi di pedinamento e di appostamento nelle ore più svariate della giornata, in Via Laurentina n. 501, in Via Montalcini n.8 e al Viale dell’Umanesimo n. 308.                    Durante tali servizi, la Braghetti è stata vista entrare in via Montalcini n. 8 solo due volte: la prima il 29 settembre u.s., quando a bordo della propria auto Citroen Ami 8 ….accompagnata da una donna…(poi identificata per la zia materna) e da un uomo di 25-30 anni, ha provveduto a prelevare alcuni pacchi e 4-5 quadri per trasportarli in via Rosa Raimondi Garibaldi n. 119; la seconda volta per effettuare l’intero trasloco, il 4 corrente (ndr: ottobre 1978), con il camion targato….Il mobilio è stato trasportato parte in via Laurentina n. 501, e parte in via Rosa Raimondi Garibaldi n. 119 dove risulta abitare la predetta zia materna Cambi Gabriella…”


                   L'ENIGMA DI VIA MONTALCINI   ( a cura di: Andrea Guidi )
PARTE III) – CRONOLGIA DEGLI EVENTI E GLI”APPUNTI” DELL'UCIGOS
1) LA “SCOPERTA” DELL'APPARTAMENTO-COVO DI VIA MONTALCINI 8.
Dopo la digressione svolta nella seconda parte sull'ipotesi di indagini svolte già in pieno sequestro, torniamo ora  all'esame delle indagini ufficialmente note del 1978, ripercorrendo, per comodità del
lettore, nel modo più sintetico possibile, la cronistoria dei fatti. Si farà di necessità anche incidentale riferimento ad un aspetto rilevante della vicenda, cioè l'acquisto dell'appartamento da parte della Braghetti, sul quale tuttavia si tornerà successivamente.
Anna Laura Braghetti, la “carceriera” di Aldo Moro secondo la versione divenuta "ufficiale" in Via Montalcini 8, viene arrestata a Roma il 27 maggio 1980. 
L'appartamento, circostanza che come abbiamo visto emergerà solo nel 1980, era stato acquistato dalla Braghetti, all'epoca ufficialmente incensurata e insospettabile impiegata di una ditta privata di costruzioni, per il tramite della mediazione dell'agenzia immobiliare “Urbana Insieme srl” di Roma,

giovedì 18 gennaio 2018

L'ENIGMA DI VIA MONTALCINI 8 - seconda parte -

I RIS al lavoro durante il recente sopralluogo con un'auto
 R4 identica (  anche nel colore ) a quella di via Caetani 
Continua in questa seconda parte il nostro approfondimento su via Montalcini e le zone d'ombra che si affollano anche qui come in quasi ogni aspetto del caso Moro.

Abbiamo anticipato  nella prima parte (leggi qui) , fatti salvi i successivi approfondimenti futuri,  la completa differenza di descrizione, ruolo ed importanza assunti nella segnalazione originaria di due condomini (concernente generici sospetti sull'interno 1 di Via Montalcini):  dall ' "auto rossa", da un lato - nelle parole degli stessi testimoni - e dall'altro nella ricostruzione della vicenda che sarà invece adottata dagli organi di polizia e dal Ministro Rognoni.

Prima di passare all'esame degli ulteriori elementi che ci portano nella direzione di poter dubitare fortemente che non vi fossero sufficienti elementi di sospetto tali da condurre all'immediata
perquisizione dell'alloggio e all'arresto della Braghetti già nell'estate del 1978, vogliamo dar comunque conto conto di quelli , pur quantitativamente minori ,  che porterebbero però a pensare che addirittura vi possa essere stata da parte degli inquirenti un'attenzione a quell'appartamento già nei 55 giorni. 

Il che non significa necessariamente che gli inquirenti sospettassero di quell'appartamento come di