giovedì 18 gennaio 2018

L'ENIGMA DI VIA MONTALCINI 8 - seconda parte -

I RIS al lavoro durante il recente sopralluogo con un'auto
 R4 identica (  anche nel colore ) a quella di via Caetani 
Continua in questa seconda parte il nostro approfondimento su via Montalcini e le zone d'ombra che si affollano anche qui come in quasi ogni aspetto del caso Moro.

Abbiamo anticipato  nella prima parte (leggi qui) , fatti salvi i successivi approfondimenti futuri,  la completa differenza di descrizione, ruolo ed importanza assunti nella segnalazione originaria di due condomini (concernente generici sospetti sull'interno 1 di Via Montalcini):  dall ' "auto rossa", da un lato - nelle parole degli stessi testimoni - e dall'altro nella ricostruzione della vicenda che sarà invece adottata dagli organi di polizia e dal Ministro Rognoni.

Prima di passare all'esame degli ulteriori elementi che ci portano nella direzione di poter dubitare fortemente che non vi fossero sufficienti elementi di sospetto tali da condurre all'immediata
perquisizione dell'alloggio e all'arresto della Braghetti già nell'estate del 1978, vogliamo dar comunque conto conto di quelli , pur quantitativamente minori ,  che porterebbero però a pensare che addirittura vi possa essere stata da parte degli inquirenti un'attenzione a quell'appartamento già nei 55 giorni. 

Il che non significa necessariamente che gli inquirenti sospettassero di quell'appartamento come di

sabato 13 gennaio 2018

NON CI SONO PAROLE !


Sì, non ci sono parole per commentare, almeno a caldo, una "cosa" così. 

Viene solo da tirare conclusioni affrettate e pensare che se il livello di insipienza dei membri del commando e degli altri era questo , beh , non è poi così difficile concludere che possano essere stati ampiamente manovrati; al punto che forse sarebbe il caso di  ripristinare la vecchia dizione di: "SEDICENTI Brigate Rosse".

Questo il post "scanzonato" e canzonatorio della Balzerani sulla sua pagina Facebook (speriamo per lei, almeno involontariamente canzonatorio).




Barbara Balzerani
chi mi ospita oltre confine per i fasti del 40ennale?

giovedì 11 gennaio 2018

L'ENIGMA DI VIA MONTALCINI 8

http://web.tiscali.it/mozzoniottavio/images/nascondiglio.jpg
Qualcuno dirà: "Ci sono dei rei confessi che hanno dichiarato di aver tenuto segregato Moro in quell'appartamento in via Camillo Montalcini 8 all'interno 1 e di averlo ucciso nel box di pertinenza. Perché parlare di un enigma?". 

Dubbi su questa questione, in realtà, ne sono stati sollevati tanti già in passato ma , a prescindere dalle perizie autoptiche che contrastano con l'asserzione di un Moro ristretto in una angusta intercapedine per due mesi, vogliamo soffermarci , attraverso la consueta analisi delle carte , sulla genesi dell'attribuzione della qualità di "prigione di Moro" a quell'appartamento.

In breve i fatti salienti:

1) L'appartamento e la sua proprietaria (ma anche su questo termine ci sarebbe qualcosa da ridire) furono "sotto osservazione" dell' UCIGOS già nell'estate del 1978. Un'osservazione nemmeno troppo discreta ma al tempo stesso "distratta" se è vero, come è vero, che la Braghetti se ne accorse e tuttavia potè anche vendere l'appartamento e traslocare tranquillamente nel giro di alcuni mesi.

2) Di questa "osservazione" non fu riferito alla Magistratura per due anni e anche dopo la notizia rimase molto circoscritta.

3) Della ubicazione della prigione in via Montalcini si inizierà a parlare solo nell' '82 in base ad indizi derivati dalle confessioni di Savasta. E comunque solo a dieci anni dai fatti la cosa prenderà  corpo.

4) Che una abitante del condominio abbia  detto di aver visto in quel  box proprio una R4 rossa  è, come vedrete,  un falso mediaticamente diffuso e basato   sulla forzatura di quanto realmente affermato dalla testimone, quasi per confermare a quell'appartamento la "qualità" di vera prigione di Moro.

Ma lasciamo spazio appunto  a questo primo articolo-inchiesta  sulla questione.



(A cura di: Andrea Guidi )

NEI MEANDRI DELLA PRESUNTA “PRIGIONE DEL POPOLO”

Tra l'estate e l'ottobre del 1978, L'Ucigos (acronimo di Ufficio Centrale Investigazioni Generali e Operazioni Speciali, sintetizzando, l'"Ufficio politico" della Polizia) di Roma svolse continuate indagini sull'appartamento situato in Via Montalcini 8, interno 1, che poi solo in seguito si rileverà essere stato, stando alla verità "ufficiale" stabilita in sede giudiziaria e raccontata dagli ex brigatisti,  l'unica "prigione" di Aldo Moro.
Quelle indagini, rimaste ignote alla Magistratura fino al 1980 cioè subito dopo l'arresto della

martedì 19 dicembre 2017

SQUALO 4, LA VOLANTE (DIMENTICATA) CHE QUASI BLOCCO` LA FIAT 132 IN FUGA DA VIA FANI

a cura di:

Andrea Guidi  e  Francesco Velocci



Il 23 febbraio del 1978 l'avvocato Giorgio Bruno, non si aspettava che, scendendo dal suo studio in via dei Gracchi, non avrebbe più ritrovato la sua Fiat 132 GLS 1600 cc di colore blu. Per la fretta aveva dimenticato le chiavi nel cruscotto (CM-1 vol. 31 pag. 226). Soprattutto – l'avvocato - non sapeva che quell'auto sarebbe di lì a poco finita tra le carte dell'inchiesta sul rapimento di Aldo Moro.

Esattamente ventuno giorni dopo il furto - il 16 marzo alle ore 9:03 - dalle autoradio della Polizia gracchiò l'annuncio: “via Mario Fani, si sono uditi colpi di arma da fuoco”.

CM-1 Vol. 29 pag. 1001 - Brogliacci di Polizia, canale 13 - distretti e commissariati
Dopo appena 2 minuti dalla comunicazione della Sala Operativa della Questura, alle ore 9:05

sabato 16 dicembre 2017

TG2 PUNTO DI VISTA: TERZA RELAZIONE COMMISSIONE MORO


UNA ANALISI SUI PRINCIPALI CONTENUTI DELLA TERZA RELAZIONE  COMM. MORO

Ospiti in studio l'on Giuseppe Fioroni e i giornalisti Giovanni Fasanella e Valter Vecellio. Si discutono le ultime novita` emerse dalla Commissione Parlamentare di inchiesta sul Caso Moro.

(N.B. per poter accedere ai contenuti verrà richiesta l'iscrizione)

Vedi la puntata.