giovedì 20 settembre 2018

SVELATA (DA NOI) LA TARGA DELLA FULVIA DI VIA FANI


(A cura di: SEDICidiMARZO)

Carlo D'Adamo nel suo ultimo libro "COUP D'ETAT IN VIA FANI" a pag. 314 dedica il capitoletto 3.7 a quello che chiama: "Il depistaggio dell'agente Di Leva e la strana storia della sua Fulvia".

Noi di questo personaggio e di questa storia abbiamo già diffusamente parlato qui e abbiamo poi ripreso la vicenda qui.

Riassumiamola in estrema sintesi.

La mattina del 16 marzo l'agente Renato Di leva, in borghese e libero dal servizio, alla guida di una Lancia Fulvia Hf (vedi foto a fianco) datagli da un collega e da riconsegnare ad un amico di questi,  si trova a transitare,
poco dopo le 9:00 in via Stresa e si accoda alla prima volante giunta subito dopo i tragici fatti, offrendo collaborazione agli agenti.


giovedì 6 settembre 2018

VIA CAETANI , SECONDA PARTE

La seconda parte dell'ottimo Gianni Pesce su via Caetani


Via Caetani Seconda Parte, dalle 13.00 in poi 
( di Giovanni Pesce )

Nella prima parte già pubblicata, abbiamo preso atto della situazione di calma apparente o allarme bianco che gravava su Via Caetani fino alle 13.00 del 9 Maggio 1978, nonostante la certezza, dalle 12.13, da parte degli inquirenti, della presenza del corpo dell’On Aldo Moro nel bagagliaio di una Renault 4, li “parcata”. Cap 4 Allarme Giallo All’una e cinque si passa dunque ad una fase di allarme giallo, ovvero inizia la fase operativa: un artificiere in divisa dell’Esercito rompe il mezzo-vetro scorrevole dello sportello destro anteriore della R4 e quindi, infilata una mano dentro l’auto, apre ambedue gli sportelli di destra [...]

Leggi qui tutto il documento

mercoledì 29 agosto 2018

VIA CAETANI: ALLARME BIANCO

di Giovanni Pesce


Premessa

Benché gli avvenimenti del 9 Maggio 1978 in Via Michelangelo Caetani, facciano parte della storia italiana,  a tutt’oggi la storiografia,  fermandosi alla prima osteria quella dove viene servita la versione ufficiale, non ha spinto l’indagine per tentare di far luce su parecchi punti  abbastanza oscuri della vicenda della riconsegna del corpo dell’On. Aldo Moro.

Non per niente quella via è una traversa di Via delle Botteghe Oscure,(in nomen omen)  strada utilizzata tradizionalmente come base per commerci di stoffe e tessuti.
Nel Maggio 1978 la Ditta F.lli Sonnino era al civico 41 mentre la Ditta Paganini da Via Caetani 4 si era già trasferita in Via delle Botteghe Oscure.

La strada Caetani, in realtà, è stata impostata su un segmento separatore tra l’emiciclo della Cavea (gradinata)  del Teatro di Balbo, con il Portico dello stesso.


Attualmente l’Isola Mattei con i palazzi Antici Mattei e Palazzo Caetani ricopre l’emiciclo, mentre il Portico corrisponde alla zona sovrastante la Crypta Balbi, interessantissimo ipogeo assolutamente da visitare anche per prendere visione degli ambienti “teatrali” sotterranei  sconosciuti al grande pubblico; l’entrata alla zona museale è su Via delle Botteghe Oscure 31, angolo Via Caetani.


Si potrebbero fare excursus storici e politici, ma l’obiettivo di questo scritto è quello di rimanere sugli atti certi (Testimonianze, fotografie, e ragionamenti logici molto concreti).


Si potrebbe così, parlare dell’omicidio di Giulio Cesare, avvenuto alle Idi di Marzo del 44 a.C. sulle scalinate del Teatro di Pompeo a Largo Argentina; e Largo Argentina è stata anche la sede del ritrovamento del   comunicato BR numero 1.




La costruzione del Palazzo Caetani (ex Palazzo Mattei) risale al 1564-1570 quando l’area fu destinata a palazzi principeschi, mentre l’area dell’adiacente Portico d’Ottavia era da poco stata assegnata da Papa Paolo IV, nel 1555, all’istituzione del Ghetto ebraico.


Con il passare del tempo Via Caetani viene indicata come una via del Ghetto, ma in realtà può essere considerata parte solo di un Ghetto “allargato”, in quanto non fa parte dell’area del Ghetto “storico” propriamente detto.


Nel periodo della “guerra civile” 1943-1945 i palazzi di Via Caetani sono stati usati per operazioni particolari come il nascondiglio di Peter Tompinks (aka Federico Caetani) dell’OSS o la liberazione, dopo trattativa, di prigionieri come l’Avv Vassalli, figlio di un Avvocato del Vaticano, citato da Aldo Moro nelle sue lettere durante il sequestro.


mercoledì 4 luglio 2018

L’ESECUZIONE DI MORO IN DUE TEMPI E I FANTOMATICI FAZZOLETTI

Pubblichiamo questo lavoro di Arturo Tozzi che costituisce un approfondimento ed ampliamento del precedente ( LA GIACCA DI ALDO MORO ) in cui si forniscono ulteriori elementi a supporto della tesi di un'esecuzione in più tempi.

Ci scusiamo anche qui per la crudezza di alcune immagini che sono però indispensabili per la comprensione di quanto esposto



martedì 26 giugno 2018

LA GIACCA DI ALDO MORO


E' con gran piacere che pubblichiamo questa approfondita analisi di Arturo Tozzi sui colpi
che attinsero Moro, in relazione in particolare alle evidenze, visibili ancor oggi, sugli indumenti che indossava in quel momento. 
Forse non dischiuderà nuovi orizzonti ( o forse sì ) ma certo sarebbe stato compito di altri, a ciò deputati a suo tempo, effettuare un' indagine ricostruttiva così particolareggiata. 
In ogni caso, leggendo questo lavoro, tante cose di questa parte di vicenda vi risulteranno più chiare.

SEDICidiMARZO

N.B. Ci scusiamo per la crudezza di alcune immagini che, in questo caso, erano però indispensabili per la comprensione dei fatti descritti.