mercoledì 4 luglio 2018

L’ESECUZIONE DI MORO IN DUE TEMPI E I FANTOMATICI FAZZOLETTI

Pubblichiamo questo lavoro di Arturo Tozzi che costituisce un approfondimento ed ampliamento del precedente ( LA GIACCA DI ALDO MORO ) in cui si forniscono ulteriori elementi a supporto della tesi di un'esecuzione in più tempi.

Ci scusiamo anche qui per la crudezza di alcune immagini che sono però indispensabili per la comprensione di quanto esposto



martedì 26 giugno 2018

LA GIACCA DI ALDO MORO


E' con gran piacere che pubblichiamo questa approfondita analisi di Arturo Tozzi sui colpi
che attinsero Moro, in relazione in particolare alle evidenze, visibili ancor oggi, sugli indumenti che indossava in quel momento. 
Forse non dischiuderà nuovi orizzonti ( o forse sì ) ma certo sarebbe stato compito di altri, a ciò deputati a suo tempo, effettuare un' indagine ricostruttiva così particolareggiata. 
In ogni caso, leggendo questo lavoro, tante cose di questa parte di vicenda vi risulteranno più chiare.

SEDICidiMARZO

N.B. Ci scusiamo per la crudezza di alcune immagini che, in questo caso, erano però indispensabili per la comprensione dei fatti descritti.

domenica 17 giugno 2018

UNA TARGA DI CARTONE VICINO VIA LICINIO CALVO- ENIGMA ?

( a cura di: sedicIDImarzo )


Just food for brain.

Una targa di cartone su un furgone bianco in via Anneo Lucano semina il panico il 18 marzo 1978. A due giorni di distanza dal sequestro Moro e a poche ore dal ritrovamento della seconda auto dei BR nella vicina via Licinio Calvo, qualcuno nota quella strana targa di cartone nero e caratteri bianchi (sovrapposta alla vera targa) e dà l'allarme. Ma leggiamo uno stralcio della relazione di servizio (se vuoi leggerla tutta vai qui):




In buona sostanza la cosa, dopo perquisizione del mezzo e del locale in cui si trovava il proprietario (una radio privata) e suo interrogatorio, si risolve e conclude in giornata. Lo si ritiene evidentemente un episodio di poco momento e non collegato al rapimento di Moro.

L'episodio viene raccontato da molti giornali il giorno dopo e, tra questi, da Paese Sera. Il quale, unico fra i giornali e, si direbbe, anche fra gli investigatori, si interroga su quella strana sigla apposta sulla targa di cartone ( POA 464, mentre sul retro, sulla parte non esposta, riportava KZ 3142) e ne dà un'interpretazione. Vediamo l'articolo pubblicato il 19

lunedì 11 giugno 2018

MEMORIALE MORUCCI E ALTRO

sedicIDImarzo  (grazie a Nicola Ventura )


Un documento di 280 pagine che in realtà contiene anche molto altro.





Potete leggerlo e scaricarlo qui

In particolare segnaliamo:

Le dichiarazioni di Morucci pagg.     7-112

Le dichiarazioni di Faranda pagg. 113-151

Memoria processuale Morucci-Faranda pagg.  201-212

lunedì 7 maggio 2018

BREVE CRITICA ALLA POSIZIONE DELL'ON. LAVAGNO, IN ORDINE ALLA RELAZIONE DELLA "SCIENTIFICA" DEL 2015, APPARSA NEL LIBRO "MORO-L'INCHIESTA SENZA FINALE" (coautore: Vladimiro Satta)

(A cura di : Andrea Guidi )

Come anticipato sul gruppo faceboook del "sedicidimarzo", ecco alcune note in merito alla parte redatta dall'On. Fabio Lavagno - membro della seconda Commissione Moro che ha appena terminato i propri lavori- del libro appena edito "Moro- L'inchiesta senza finale", "Edup" dizioni, collana " Studi e Saggi", scritto congiuntamente- ma appunto in due parti distinte- con Vladimiro Satta (che credo non abbia bisogno di presentazioni).
Premetto subito che le note che seguono non vogliono in alcun modo rappresentare una nota polemica nei confronti dell'Autore, ma semmai auspicabilmente sollecitare un dialogo, con replica da parte sua che sarebbe ben gradita, Autore al quale spero pertanto sin d'ora che in qualche modo esse possano giungere.
Mi riservo, tempo ed energie permettendo, di dedicare analogo commento alla parte scritta da Vladimiro Satta (vertente su una interpretazione riduttivistica dell'importanza del "memoriale Morucci" nell'ambito della consacrazione della verità ufficiale sulla vicenda, importanza fatta invece propria dalla Commissione parlamentare).
In sintesi, l'On. Lavagno critica le conclusioni raggiunte nelle tre relazioni prodotte dal 2015 in poi dalla Commissione di cui egli stesso è stato membro, assumendo che in realtà non sussista in pratica alcun elemento nuovo per discostarsi dalla versione ufficiale dei fatti fino ad oggi nota, e in particolare sull'agguato di via Fani. Devo dire subito, ciò in coerenza con il voto contrario (l'unico voto contrario) da egli espresso in sede di approvazione della relazione conclusiva a fine 2017.
Tra i veri elementi da lui considerati, quello che - al netto di possibili erronee interpretazioni del sottoscritto: ma in tutta onestà, non mi pare- assume un ruolo centrale è la completa sottovalutazione, a suo dire, da parte della Commissione, della relazione tecnica eseguita dalla Polizia di Scientifica di Roma ed illustrata nella famosa audizione del 10 giugno 2015 (nel volume in commento, ritengo per banale errore materiale, indicato come 19 giugno). Audizione che, a detta dell'On. Lavagno rivestirebbe