lunedì 12 novembre 2018

COMUNICATI BR VERI E/O FALSI

( a cura di: Francesco Velocci )

E' nota la storia del falso comunicato n.7 del lago della Duchessa. Ce n'è un'altra meno nota su un comunicato che, forse, aveva intenti analoghi. Ma andiamo a vederlo, partendo da fatti più recenti.
CM2 - Seduta n. 51 di Mercoledì 30 settembre 2015 - Leggi

Dopo un susseguirsi di indiscrezioni, grandi aspettative e una interminabile attesa, il 30 settembre 2015 il Comandante dei Ris di Roma, Luigi Ripiani, audito in Commissione Moro, dà conto dei risultati delle analisi dei Ris su alcuni importanti reperti rinvenuti in differenti covi delle Brigate Rosse, tra i quali quello di Via Gradoli e nell'appartamento in Viale Giulio Cesare dove erano ospiti Valerio Morucci e Adriana Faranda.

Tra i reperti che più avevano suscitato curiosità vi erano delle audiocassette: i più si aspettavano di ascoltare la viva voce dell'on. Aldo Moro dalla prigione; cosa che puntualmente venne smentita dalle parole del colonnello Ripiani "(...) Non è mai presente la voce dell'onorevole Aldo Moro."



Tuttavia le audiocassette rinvenute in Viale Giulio Cesare contenevano varie registrazioni di particolare interesse e di difficile interpretazione. Numerose fonti di informazione ripresero la notizia, vedi ADN Kronos.

Oggi SEDICidiMARZO è in grado di aggiungero un piccolo tassello riguardo una delle registrazioni che cambiera` il segno delle valutazioni fin qui proposte. Ci riferiamo alla registrazione contenuta nella cassetta numero 2. Una voce maschile che, a dire del colonello Ripani, avrebbe avuto una inflessione piemontese - cosa che a noi non pare cosi` chiara - recita:

«Attenzione, messaggio n. 13 delle Brigate Rosse: Aldo Moro è stato giudicato dal tribunale del popolo. Questa mattina, alle ore 12, è stato giustiziato. Potete trovare il suo corpo attorno al Forte di San Martino. Fine messaggio».

L'audio originale, fatto ascoltare durante l'audizione, e` disponibile su Radio Radicale (http://www.radioradicale.it/scheda/454364/commissione-parlamentare-di-inchiesta-sul-rapimento-e-sulla-morte-di-aldo-moro)  e dura pochi secondi:

Il Presidente della Commissione Fioroni, riguardo a questo messaggio dirà che "(..) per quanto riguarda la vicenda del falso comunicato n. 13, o del comunicato vero, ma comunque mai letto, anche questo pone degli interrogativi".

Siamo in grado, invece, di dimostrare che il messaggio fu, in realtà, reso pubblico o, almeno, ne fu tentata la sua pubblicizzazione.

Una intercettazione telefonica eseguita in data 3 aprile 1978 sull'utenza del quotidiano Il Messaggero alle ore 19:45 rivela che:

«Agenzia AMIC di Genova riferisce che verso le 17,30 anonimo ha fatto la seguente telefonata: 

"Qui B.R. comunicato n.13 Aldo Moro e` stato giudicato dal tribunale del popolo questa mattina, alle ore 12,00 e` stato giustiziato  potete trovare il suo corpo attorno al forte di S. Martino di Genova" ».

CM1 Vol. 29 - Pag. 346


Alla luce di questa novita` va innanzitutto fatto notare che il giorno successivo alla diffusione del messaggio, le Brigate Rosse fecero rinvenire il Comunicato n. 4. Ne riportiamo alucni passaggi significativi al fine di mostrare come l'estensore non voglia in alcun modo paventare la possibilita` di un'avvenuta esecuzione del prigioniero:

"Moro afferma nelle sue lettere che si trova in una situazione "eccezionale" privo della "consolazione" dei suoi compari, e perfettamente consapevole di cosa lo aspetti. In questo una volta tanto siamo d'accordo con lui."
(...) La manovra messa in atto dalla stampa di regime, attribuendo alla nostra Organizzazione quanto Moro ha scritto di suo pugno nella lettera a Cossiga, e' stata subdola quanto maldestra. (...). Egli (...) li invita a considerare la sua posizione di prigioniero politico in relazione a quella dei combattenti comunisti prigionieri nelle carceri di regime. Questa e' la sua posizione che, se non manca di realismo politico nel vedere le contraddizioni di classe oggi in Italia, e' utile chiarire che non e' la nostra". (ndr le Brigate Rosse nel comunicato numero 7 cambierano posizione sulla possibilita` di uno scambio di prigionieri).

Oltre ciò il comunicato ammonisce:

"(...) denunciamo come manovre propagandistiche e strumentali i tentativi del regime di far credere nostro cio' che invece cerca di imporre: trattative segrete, misteriosi intermediari, mascheramento dei fatti. Per quel che ci riguarda il processo ad Aldo Moro andra' regolarmente avanti, e non saranno le mistificazioni degli specialisti della controguerriglia-psicologica che potranno modificare il giudizio che verra' emesso."

Quanto sopra mostra una certa avvedutezza rispetto ad eventuali manipolazioni nei loro confronti. Che anche il messaggio n. 13 sia una di queste tattiche della "controguerriglia psicologica" a cui l'estensore del comunicato n. 4 fa riferimento?

Non ci risulta che la rivendicazione ebbe risonanza mediatica a differenza del falso comunicato n. 7 del 18 aprile. Né che la segnalazione fu presa sul serio dagli inquirenti che invece due settimane dopo si precipitarono in forze al Lago della Duchessa.

Fatto sta che l'audiocassetta contenente questo messaggio fu rinvenuta nell'appartamento che ospitava Morucci e Faranda. Cosa e` questo messaggio che confligge in modo aperto con la strategia delle Brigate Rosse chiaramente espressa nel comunicato n. 4? Un auto-depistaggio?

Va ricordato che Morucci, a suo dire, a dire dei suoi compagni - pur dichiarandosi contrario alla esecuzione dell'ostaggio - fu parte attiva del sequestro fino al 9 maggio: abbiamo ancora tutti - indelebile - nelle nostre orecchie il suono  della sua voce, che, in quella sciagurata giornata, al telefono con Franco Tritto, dopo una lunga pausa, sospira "... Brigate Rosse".

Per concludere riprendiamo i dubbi espressi dal Presidente Fioroni durante l'audizione del Colonello Ripiani:

"(...) Come terzo punto, dobbiamo vedere che cosa tiriamo fuori sul comunicato di Genova, perché è singolare. È più falso di quello della Duchessa, tenuto conto che le Brigate Rosse se lo sono fatto da sole. Voglio capire anche se quel comunicato è un comunicato fatto realmente dalle BR o se è stato predisposto da qualcun altro. 

A me colpisce che nel pacchetto delle cassette ci siano cose provenienti dall'esterno delle BR e che tuttavia sono nella disponibilità delle BR; come pure colpisce che ci siano interrogatori finiti nelle mani delle BR."

Ripetiamo il concetto di Fioroni: " A me colpisce che (...) ci siano cose provenienti dall'esterno delle BR e che tuttavia sono nella disponibilità delle BR".  

Singolare, a dir poco, in effetti.

Peccato che la Commissione Moro bis ad un certo punto abbia cambiato il passo, abbia come rallentato, e che molte delle importanti novita` emerse dalla analisi del Ris - per citarne una su tutte il DNA di due uomini e due donne trovato sui reperti di Via Gradoli - siano state lasciate cadere e che ad esempio tali DNA non siano stati messi a confronto - per quanto ci consta al momento - con quelli dei mozziconi di sigaretta repertati sulla 128 CD.

lunedì 8 ottobre 2018

APPENDICE SULLA "MISTERIOSA BIONDA" DI FREGENE



(a cura di: Andrea Guidi)

APPENDICE SULLA "MISTERIOSA BIONDA" DI FREGENE
(ORA E' SICURO, NESSUNA ULTERIORE INDAGINE FU MAI SVOLTA)


Abbiamo di recente pubblicato un nostro articolo nel quale, come sa chi ci segue, davamo conto di un episodio piuttosto oscuro verificatosi negli ultimi giorni di marzo del 1978 (in pieno sequestro) all'altezza del canale di Focene, allorché due "spalatori" videro quattro giovani, due uomini e due donne, sotterrare opuscoli delle BR. Non ripercorriamo qui tutta la vicenda di cui abbiamo dato conto, per la cui narrazione rinviamo al nostro articolo qui:

Ci limitiamo a ricordare solo che era assurta a nostro parere a figura chiave della vicenda una delle due donne viste dagli spalatori, in base alle cui testimonianze venne redatto l'ormai noto identikit: (vedi sopra).

Riguardo costei, infatti, insorse una sorta di contrasto investigativo tra la Guardia di Finanza da un lato, e l'Ucigos e il dott. Esposito del Ministero dell'Interno dall'altro, in quanto gli uomini dell'Ucigos fecero palesi

domenica 7 ottobre 2018

I Documenti lasciati da Steve

(a cura di: Giovanni Pesce)
I Documenti lasciati da Steve
Questa settimana, Vi invito a leggere e a ragionare su quanto è stato prodotto da Steve Pieczenik, l’inviato del Dipartimento di Stato Usa nell’intento di “governare” la crisi del sequestro Moro.   
Non è mai stato chiarito a cosa debba essere attribuita la “spintanea” decisione di Steve di raggiungere Roma; ovvero se  ad un invito/richiesta di Palazzo Chigi o se ad un suggerimento/imposizione da parte USA.
Steve, collega di Franco Ferracuti è  uno psichiatra assai valente, e si diletta a scrivere libri; qualcuno di questi, (Op-Center, Net Force) è stato scritto in coppia con Tom Clancy, lo scrittore che ha descritto in anticipo e commentato a caldo gli avvenimenti dell’11 Settembre.
Un  libro, invece  a firma unica di Steve, dal titolo “Massima Vigilanza” è, per noi, particolarmente denso di significati ; in quel testo Steve valuta se uno psichiatra “debba” supervisionare i processi  mentali del Capo dell’Esecutivo USA che non si dimostri in grado di gestire una crisi internazionale.
Steve scrive in inglese, ed è prolisso come molti scrittori USA; invece nei documenti lasciati sui tavolini italiani è pateticamente scarno.
Ne potete prendere atto nei 5 documenti in italiano che, di seguito, riporto:







Questi documenti sono qui presentati sia nella versione testuale sia nella versione immagine scannerizzata; in questa maniera potrete apprezzare sia il testo che la composizione della pagina, le sottolineature, le correzioni etc etc.:
Attualmente non ho idee su chi abbia redatto la versione italiana dei documenti di Steve; posso solo far notare l’uso del desueto termine “giuoco”.
Probabilmente qualcuno  nel comporre il testo, in questa forma italiana che stiamo osservando, non è riuscito a capire l’originale e pertanto riporta questa frase “Corce (?Curcio?)” che indica un tentativo di spiegare una cosa originale che non si è ben capita.
Potrete infine valutare con il senno di oggi, quali erano i “consigli” di allora, prodotti “a caldo” dal rappresentante del più potente Governo Mondiale, relativamente alla gestione del sequestro politico più grave della nostra Storia.
I testi sembrano scritti con una macchina da scrivere italiana Tipo Olivetti Lettera 22.
Gli ultimi 2 documenti sono troppo densi di nomi di funzionari italiani, per poter attribuire la paternità del testo al solo Steve, che invece, potrebbe esserne l’ideatore principale


Buona.Lettura.


giovedì 20 settembre 2018

SVELATA (DA NOI) LA TARGA DELLA FULVIA DI VIA FANI


(A cura di: SEDICidiMARZO)

Carlo D'Adamo nel suo ultimo libro "COUP D'ETAT IN VIA FANI" a pag. 314 dedica il capitoletto 3.7 a quello che chiama: "Il depistaggio dell'agente Di Leva e la strana storia della sua Fulvia".

Noi di questo personaggio e di questa storia abbiamo già diffusamente parlato qui e abbiamo poi ripreso la vicenda qui.

Riassumiamola in estrema sintesi.

La mattina del 16 marzo l'agente Renato Di leva, in borghese e libero dal servizio, alla guida di una Lancia Fulvia Hf (vedi foto a fianco) datagli da un collega e da riconsegnare ad un amico di questi,  si trova a transitare,
poco dopo le 9:00 in via Stresa e si accoda alla prima volante giunta subito dopo i tragici fatti, offrendo collaborazione agli agenti.


giovedì 6 settembre 2018

VIA CAETANI , SECONDA PARTE

La seconda parte dell'ottimo Gianni Pesce su via Caetani


Via Caetani Seconda Parte, dalle 13.00 in poi 
( di Giovanni Pesce )

Nella prima parte già pubblicata, abbiamo preso atto della situazione di calma apparente o allarme bianco che gravava su Via Caetani fino alle 13.00 del 9 Maggio 1978, nonostante la certezza, dalle 12.13, da parte degli inquirenti, della presenza del corpo dell’On Aldo Moro nel bagagliaio di una Renault 4, li “parcata”. Cap 4 Allarme Giallo All’una e cinque si passa dunque ad una fase di allarme giallo, ovvero inizia la fase operativa: un artificiere in divisa dell’Esercito rompe il mezzo-vetro scorrevole dello sportello destro anteriore della R4 e quindi, infilata una mano dentro l’auto, apre ambedue gli sportelli di destra [...]

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