domenica 10 dicembre 2023

CONTRADDIZIONI DEL MEMORIALE MORUCCI 4. IN QUANTI PARTECIPARONO AL SEQUESTRO?

 (a cura di: SEDICidiMARZO)


4.    QUANTI PARTECIPANTI ALL’OPERAZIONE DEL SEQUESTRO?

Morucci parla nel suo dossier di nove partecipanti a cui nel ’93 aggiungerà Rita Algranati che aveva il compito di segnalare l’arrivo del corteo di Moro, attraversando la strada con un vistoso mazzo di fiori.

Tace, omette di parlare, anche senza far nomi, di altri che pure dovettero esserci e numerosi.

Intanto le tre auto della fuga furono parcheggiate, dice Morucci,  in un arco di
tempo di mezz’ora,  tutte in via Licinio Calvo. E’ evidente che dovevano esservi

altrettanti complici in altrettante auto che occupavano il posto e pronti a liberarlo per permettere un rapido parcheggio delle auto della fuga. A meno che non si voglia pensare che, a dispetto della scelta -inspiegata e inspiegabile- di lasciare le tre auto nella stessa via e a pochi metri di distanza, si sarebbero messi pazientemente a cercare al momento, come automobilisti qualsiasi, i tre agognati posti auto in via Licinio Calvo!

Altri complici poi, brigatisti regolari o irregolari, dovettero essere dedicati al controllo della prima via di fuga: via Stresa. Una via tortuosa, piena di immissioni dai passi carrabili dei condomini che vi si affacciano, che appare stretta oggi, immaginiamoci allora quando era a doppio senso.  Sì perché, a dispetto di voci contrarie, la cosa è testimoniata dallo stesso Morucci quando scrive a pag. 29:

Cosa fra l’altro confermata da questa foto (da La borsa di Moro di M. Altamura) in cui si vede la segnaletica orizzontale che divide in due corsie la carreggiata.

E’ ragionevole ritenere che quindi alcuni altri – forse anch’essi camuffati in qualche modo– erano pronti ad intervenire e fare da “movieri” per proteggere la prima parte della fuga in una via così angusta.

E che dire dell’autobus 48 che, provenendo da via della Camilluccia, girava a destra su via Stresa e poi ancora a sinistra su via Fani risalendola fino a piazza  Walter Rossi (ex piazza Igea) con fermata non lontana dal Bar Olivetti?


Era ragionevole accettare l’alea che l’autobus arrivasse in zona in contemporanea o subito prima dell’arrivo di Moro? Non doveva quindi esserci ancora un piccolo commando che a bordo dello stesso fosse pronto a bloccarlo se si fosse approssimato in zona in una fascia oraria “a rischio”?

Ecco quindi, o Morucci omette di raccontare tutto ciò, il che  spiega però il fatto che il piano sia filato liscio senza intoppi, oppure, se non si sono curati di quanto sopra, bisogna concludere che hanno goduto di una fortuna sfacciata! 

Hanno trovato rapidamente tre posti liberi per tre auto, nessuno in via Stresa ha fatto manovre che potessero involontariamente ostacolare il convoglio in fuga e l’autobus non è passato in quei minuti perché era lontano per casualità. 

Ma se invece mettiamo da parte l’ipotesi “fortuna sfacciata” dobbiamo concludere che i partecipanti siano stati come minimo almeno il doppio di quelli dichiarati. Del resto lo stesso Alfredo Bonavita, uno del nucleo storico delle BR, ha commentato con scetticismo quei numeri così ridotti: “…ma se per il rapimento di Sossi , un uomo a piedi,  solo e disarmato, eravamo in 18…” !


( Il post precedente n. 5/12 ):                                    http://www.sedicidimarzo.org/2023/12/contraddizioni-del-memoriale-morucci-5.html 

(Il precedente n.3/12: 

Per la prima puntata (1/12) vai qui:

1 commento:

  1. Come immagino saprete, il mandato di cattura emesso dalle forze dell'ordine dopo la carneficina di via Fani includeva anche i nomi di giustino de vuono e corrado alunni, dei quali fino ad allora non si conosceva l'appartenenza (o aderenza) alle br. Inoltre, stando ai soliti "si dice", da quella lista fu depennato il nome di innocente salvoni, per via di forti pressioni dall'alto... e così saremmo a quota 13.

    RispondiElimina