sabato 27 gennaio 2024

CONTRADDIZIONI DEL MEMORIALE MORUCCI (E NON SOLO) 12. L'APOTEOSI DELLE DISCORDANZE SULL'ARRIVO A VIA MONTALCINI

 

12.      PER CONCLUDERE, L'APOTEOSI DELLE

            VERSIONI DISCORDANTI: L'ARRIVO A  VIA

            MONTALCINI

 

(a cura di SEDICidiMARZO) 


Oltre a quelle viste, tante altre sono le incongruenze, le illogicità, le amnesie su
evidenze repertate, le discordanze con i testimoni, del racconto brigatista; non scevro anche di discordanze interne alla loro stessa narrazione.

E quindi per concludere è forse il caso di ricordare l’episodio –emblematico- del trasbordo della cassa in cui era rinchiuso Moro, nel parcheggio sotterraneo della Standa dei Colli Portuensi.

Morucci racconta che lui e Seghetti scortarono, con la Dyane prelevata in via Massimi, il furgone che conteneva la cassa con Moro, condotto in solitaria da Moretti. Poi giunti nel parcheggio del supermercato, i due della Dyane si allontanarono perché, per motivi di compartimentazione, non dovevano essere a

conoscenza del resto.  Questo viene confermato nel ’94 da Moretti nel suo libro intervista; ma qui comincia la sarabanda di versioni diverse da parte dei quattro che tennero in detenzione Moro.

Dice infatti Moretti:

Moretti quindi racconta che il trasbordo avviene dentro l’Ami8 di cui la Braghetti si mette alla guida. Ricompare qui improvvisamente Gallinari che quindi, dopo l’abbandono della 128 bianca in via Licinio Calvo, avrebbe preso un autobus per farsi trovare puntuale all’appuntamento nel parcheggio del supermercato. E perché mai non andò con gli altri direttamente in auto o col furgone? Ad ogni buon conto l’autore ci dice che entrambi (lui e Gallinari) si dirigono “alla base” (via Montalcini) senza spiegare in che modo; se in auto insieme alla Braghetti o a piedi, data la non eccessiva distanza tra i due luoghi; o, ancora, l’uno in auto e l’altro a piedi.

Prospero Gallinari 12 anni dopo nel suo “Un contadino nella metropoli”, facendo un racconto dell’episodio molto più vago, specificherà però che lui tornò alla base, a piedi da solo mentre i non meglio specificati “padroni di casa” tornavano in auto.

La Braghetti a sua volta però nel Moro Quater aveva detto ben diversamente: cioè che lei era rimasta a casa in trepida attesa(salvo scendere alla fine e passeggiare davanti casa, così, ... tanto per farsi notare) e che “l’Altobelli” (alias Germano Maccari) nel corso della mattinata aveva portato l’Ami8 al parcheggio della Standa da cui lo vide tornare con il “prigioniero” essendo sempre lui alla guida.

La Braghetti poi non va d’accordo nemmeno con sé stessa dal momento che nel libro di memorie “Il Prigioniero”, scritto dieci anni dopo, cambia completamente versione:

Quindi non solo lei ma anche Germano Maccari rimase in casa quasi fino all’ultimo; il quale Maccari poi scende in strada e non si sa perché, con l’auto ormai arrivata (questa volta però guidata da Moretti!) vi sale sopra. Auto che sembrerebbe procedere a passo d’uomo, dato che la descrive seguita a piedi da Gallinari!

Se non bastasse avere già quattro versioni diverse (su tre persone) ecco la quinta ad opera di Maccari!

Quindi a suo dire lui e la Braghetti non si sono proprio mossi dall’appartamento. Dalla Standa giungono Moretti e Gallinari e quest’ultimo sale su e invita i due a scendere a dare una mano per il trasbordo della cassa.

Ricapitolando:

1a versione (Moretti): L’Ami8 torna dalla Standa con Braghetti alla guida  e Moretti e Gallinari o in auto o a piedi

2a versione (Gallinari): L’auto (non meglio specificata) torna alla base con i “padroni di casa” mentre lui torna a piedi

3a versione (Braghetti 1) L’Ami8 torna con Gallinari, Moretti e Maccari che la guidava

4a versione (Braghetti 2) L’Ami8 torna con Moretti alla guida, Maccari che vi sale all’ultimo e Gallinari segue a piedi

5a versione (Maccari)     L’Ami8 torna con Moretti e Gallinari. Lui e la Braghetti, in attesa nell’appartamento, chiamati da Gallinari per dare una mano.

Vale appena la pena sottolineare che quindi, sempre a voler aderire pienamente al racconto brigatista, il 16 marzo Gallinari – evaso nel ‘77 e ricercato- si espone non poco. Esce dall’appartamento al mattino, agisce in via Fani, poi con l’autobus va al parcheggio della Standa, poi va a piedi fino al garage di via Montalcini 8, infine risale  con la cassa fino all’appartamento.

Però poi quando i BR vorranno allontanargli la corresponsabilità dell’uccisione di Moro, diranno che era pericoloso per lui uscire dall’appartamento e andare negli spazi comuni in quanto era un ricercato. Quindi non potevano avergli assegnato il compito di sparare a Moro, nel box tristemente noto. Ma questa delle modalità dell’assassinio di Moro è ancora tutta un’altra lunga storia  di contraddizioni e conti che non tornano. Noi su questo ci fermiamo qui.

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Per la puntata precedente (11/12) vai qui:  https://www.sedicidimarzo.org/2024/01/contraddizioni-del-memoriale-morucci-11.html#more

Per la prima puntata (1/12) vai qui:    https://www.sedicidimarzo.org/2023/10/contraddizioni-del-memoriale-morucci.html#more
















58 commenti:

  1. E cosa si pensa di dimostrare con questi rilievi che non sia già noto, ovvero la fallibilità della memoria umana? E soprattutto in persone coi in situazioni di particolare stress?

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    1. Fai un giro in tribunale, per vedere che anche a distanza di poco tempo dai fatti, i testimoni raccontano cose diverse. Figuriamoci dopo anni.

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    2. Già ma questi almeno in teoria, non sono i testimoni - sono i protagonisti. E se i protagonisti si contraddicono clamorosamente sull´evento più eccezionale delle loro vite, lecito è il chiedersi se non stiano depistando.

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    3. Inutile dire che l'osservazione di Anonimo2: "Già ma questi almeno in teoria, non sono i testimoni - sono i protagonisti...." ci trova totalmente d'accordo!

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    4. Di un evento straordinario si ricorda il nocciolo non necessariamente i dettagli. E se la macchina la guidava la Braghetti o se è restata a casa, è un dettaglio che non sposta nulla, e che può essere ricostruito dalla memoria in modo sbagliato.

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    5. Solo ammesso e non concesso che l´evento in questione - cioè il trasporto di Moro a Montalcini - sia realmente accaduto : cosa di cui non esiste la benché minima prova certa.

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  2. I protagonisti sono anche dei testimoni di quelle vicende, e sono decenni che si sa benissimo che i testimoni sono inaffidabili. La eccezionalità di un evento, determinando un forte carico di stress, può rendere ancora meno affidabile il ricordo. Ovvio si parla non della sostanza di ciò che è accaduto, ma di elementi di contorni, si cui la memoria può sbagliare eccome.

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    1. Invece qui si parla proprio della sostanza di ciò che è accaduto : giacché non esiste alcun riscontro indipendente che Moro abbia mai messo piede in via Montalcini.

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  3. Le obiezioni del primo anonimo, con tutto il rispetto, sono risibili. Ogni essere umano ricorda eventi ordinati come la prima comunione o il matrimonio, per essere precisi, anonimo, costoro hanno reso 6 versioni in 5, e si tratta di eventi straordinari delle loro vite 8come lo sarebbero stati per chiunque, ben più di una comunione, un diploma o un matrimonio). Credo che la questione si possa e debba chiudere qui; se uno ha validi motivi per credere l'incredibile, ciò attiene evidentemente alla sua personale sfera psicologico-formativa, ma riguarda, con ogni evidenza, solo lui.

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    1. Sono risibili, e incredibili, le considerazioni che fai tu, perché evidentemente hai una idea molto ingenua e naif di come funziona la memoria nel caso dei testimoni oculari. E l' esempio sulla prima comunione e il matrimonio lo dimostra: questi eventi si ricordano anche dopo anni, ma SUI DETTAGLI l' errore è più frequente di quanto tu creda e si può verificare anche di persona come le persone ricordino aspetti diversi anche in modi diversi. Come già scritto, si ricorda la sostanza degli eventi, ma si sbaglia spesso sui particolari di contorno. Consiglio di informarsi, leggendo casi giudiziari e anche una serie di esperimenti sul problema della testimonianza, per renderti conto che gli errori mnemonici sono frequentissimi, infatti chiunque sia del settore sa quanto siano discordanti le testimonianze anche recenti di persone in perfetta buona fede.

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    2. Lei non offre nessuna prova che Moro sia mai stato a Montalcini : forse perché non ne ha ?

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  4. P.S. Anni fa le evidenziai (queste comiche versioni) in un post sintetico sul gruppo Facebook (o forse sulla mia pagina, non ricordo: non faccio più parte di FB da anni) , concludendo che ovviamente Aldo Moro non giunse mai in Via Montalcini il 16 marzo. Ottenni un "like" da Giovanni Moro, forse ad oggi l'unica forma di intervento pubblico su social da lui manifestata (non so se poi lo rimosse, ma la eventuale rimozione non conterebbe, ovviamente).

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    1. Indipendentemente dal like di Giovanni Moro, che merita assoluto rispetto, mi pare che ricavare una tesi così clamorosa e pesante sulla base di divergenze DI DETTAGLIO dei racconti, fatti dopo anni, sia davvero sintomo di una totale mancanza di conoscenza del fenomeno della testimonianza.

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    2. Beh dire che certe convinzioni riguardino solo il primo anonimo mi pare un po' azzardato, visto che ci sono decine di storici e più processi che ritengono che Moro sia stato a via Montalcini e li sia rimasto fino alla fine. E grazie arda caso non hanno tenuto in consegna queste discordanze delle testimonianza, forse perché sanno che sui dettagli le testimonianze valgono quel che valgono, cioè poco o nulla.

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    3. A parte gli storici e i processi , che nulla provano : Lei ci fornisca le prove che Moro sia stato a Montalcini. Le attendo con viva curiosità...

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  5. La memoria è corretta sul nucleo fondamentale degli eventi, non sui particolari meno rilevanti, come è il caso della questione se Braghetti sia restata a casa o scesa in strada, o andata in macchina. E quanto più un evento è importante ed eccezionale, tanto più la attenzione sarà catturata da elementi centrali e rilevanti, e molto meno dai dettagli. Ecco come si possono spiegare gli errori e i falsi ricordi che riguardano anche eventi molto coinvolgenti dal punto di vista emotivo.

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    1. Ci dia le prove che il nucleo fondamentale degli eventi in questo caso (cioè, Moro a Montalcini) sia vero. Restiamo in fiduciosa attesa...

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    2. A parte che sono state trovate tracce del pannello usato per la prigione, ma visto che a distanza di molti anni brigatisti mai pentito né dissociati come Braghetti e altri si sono autoaccusati di aver afatto i carcerieri a via Montalcini e anche di aver fatto da palo nel garage di via Montalcini, sono io piuttosto che chiedo quali prove ci siano che Moro non sia mai stato a via Montalcini.

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    3. Lei non ha nessuna prova delle presunte tracce di pannello : Lei ci crede per presa di parte pregiudiziale. Per lo stesso motivo Lei crede a Moro a Montalcini. Se anche ci fossero, le presunte tracce di pannello, non proverebbero nulla : anche a casa mia ci sono tracce di pannello, me Le assicuro che non abito a via Montalcini 8. Se la Braghetti si autoaccusa, è per avere la semilibertà nel 1994, dopo appena 14 anni dall´arresto e poi dalla condanna ad ergastoli, e nel 2002 la libertà condizionale. Quindi, nessunissima ragione di credere alla sua presuntissima sincerità.

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  6. Ho seguito fino adesso la discussione, e pur ritenendo possibili falsi ricordi, non è a mio avviso ciò che è successo. Ci sono piuttosto delle menzogne, e ritengo che la unica versione corretta sia quella di Braghetti 1, poi in piccola parte corretta, per non mettersi contro alla versione di Maccari. Maccari credo che menta, per allontanare responsabilità almeno nel trasbordo, essendo imputato. Gallinari è tornato a piedi per non dare a intendere che viveva nell' appartamento della Braghetti, cosa che si sarebbe capita vedendolo trasportare una cassa di legno insieme ad altri. Moretti penso ricordi male, e ci sta, forse fuorviato dalla domanda della Rossanda.

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    1. E quali sarebbero le prove che Moro fu portato a Montalcini ? Cos`è, catechismo ?

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    2. Se una, come Braghetti, dice dopo diversi anni di aver fatto la carceriera di Moro e dopo 55 giorno di aver fatto anche il palo nell' omicidio dello stesso Moro, senza avere benefici di sorta perché mai pentita né dissociato, personalmente tendo a credergli.

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    3. Senza benefici ? La Braghetti, pluriomicida e con diversi ergastoli sulle spalle, arrestata nel 1980 fu ammessa alla semilibertà già nel 1994, e poi alla libertà condizionale nel 2002. Già questi furono enormi benefici e sconti di pena rispetto alle condanne ricevute ed ai crimini commessi.

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    4. Senza benefici ? La pluriergastolana Braghetti fu posta in semilibertà nel 1994 ed in libertà condizionale nel 2002 !

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    5. Ma non sono benefici dovuti alla dissociazione né al pentitismo, per questo non aveva nulla da guadagnare da quelle dichiarazioni.

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    6. E allora a cosa sarebbero dovuti tali enormi benefici ? Alla bontà dello Stato ? Ovvio che la Braghetti ha dato in cambio qualcosa : e quel qualcosa è appunto, il suo avallo alla menzogna di Montalcini.

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  7. Mi tocco per vedere se sono a questo mondo. Sento parlare di dettagli, quando è evidente pure a un bambino che se una era alla Standa o era a casa cambia tutto.
    Idem se erano in tre davanti, tanto per non dare nell'occhio, o se il latitante Gallinari sia arrivato con l'autobus da via Fani, non si sa con quale s8ncronisno con gli altri. Se uno vuole, può pure credere ai sette nani.

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    1. La Braghetti ha sempre affermato di essere rimasta a casa. Moretti la colloca fuori casa, ma la sostanza non cambia: tutti concordano nel dire che Moro è stato portato dalla Standa a via Montalcini. Poi che a guidare fosse la Braghetti o Maccari è solo un dettaglio, e questo lo capisce anche un bambino. Attaccarsi a questi dettagli abbastanza irrilevanti per contestare elementi di sostanza mi pare questo sì risibile.

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    2. E quali sarebbero le prove degli elementi di sostanza - cioè che Moro sia stato portato a Montalcini ? Vedo che qualcuno qui non sa rispondere, e fa orecchie da mercante...

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    3. Il vero pericolo, come spiega Gallinari nel suo libro, era la automobile, perché erano frequentissimi i posti di blocco, e aggiunge che in quel periodo si muoveva sempre con mezzi pubblici, ad es autobus.

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    4. Veramente ho già risposto alla domanda sulle prove in commenti precedenti.

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    5. Ancora nessuna prova che Moro fu portato a Montalcini ? Vui vedere che non ne avete ?

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    6. Veramente nessuno ha visto la sua risposta con le prove.

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  8. P. S. O si indica una ricostruzione coerente, o la realtà è quella evidenziata:costoro non sanno di cosa stanno parlando.

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  9. Mi pare ovvio che Gallinari tornasse da solo. Ovvio che ciò comportava un rischio, ma ancora più imprudente sarebbe stato entrare insieme agli altri, facendo capire di abitare nella casa della Braghetti.

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    1. Mi pare ovvio che Lei non abbia fornito alcuna prova che Moro sia stato portato mai a Montalcini : dobbiamo allora concludere che la Sua sia cieca fede ?

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    2. Suvvia, non era un grattacielo, era un condominio di 6 o 7 alloggi. Gli altri condomini, andando anche solo per esclusione delle loro rispettive proprietà, dove lo avrebbero collocato?

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    3. Mi pare ovvio che alla domanda sulle cosiddette prove ho già risposto almeno 3 volte, visto che mi è stata posta una decina di volte.

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    4. E quali sono le prove da Lei (non) addotte ? Nessuno le ha lette qui.

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    5. Se con il termine "prove" intende dimostrazioni matematiche, non ne esistono, esistono criteri di ragionevolezza e probabilità, e su questo ho già risposto. Piuttosto sono io che ho chiesto quali sono le prove che non sarebbe mai stato in via Montalcini, e deve trattarsi di prove serie, non la storiella delle versioni contraddittorie.

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    6. Grazie di aver ammesso che non esistono prove di Moro a Montalcini. Abbiamo fatto progressi, complimenti. La probabilità non dà certezza, e nemmeno la ragionevolezza (peraltro entrambe, probabilità e ragionevolezza, presunte qui). Lei ha detto di credere alla sincerità della Braghetti perché non ne aveva nulla da guadagnare, ed è stato smentito : aveva da guadagnare, ed ha ottenuto, interi ergastoli condonati. Scusate se è poco. E li ha ottenuti perché ha avallato la fabula di Montalcini. Lei ha parlato di presunte tracce di pannello che non ha mai visto, e Le è stato dimostrato che tali presunte tracce, perfino se reali, non provano Moro a Montalcini. Siccome Lei non sa più cosa arzigogolare dato che prove non ne ha, ora scarica l´onere della prova sugli altri. Ma : quando non si sa per certa una cosa, questo in generale ; quando non si hanno prove inconfutabili di dove sia stato messo Moro nel nostro caso, allora l´ unica opzione logica è sospendere il giudizio - non credere ciecamente per partito preso come fa Lei, sullo stampino persichettian-morucciano.

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  10. V´è enorme differenza tra la presa mnemonica, per così dire, di un semplice testimone, e quella di un protagonista : il testimone è del tutto impreparato all´atto criminale cui assiste d´improvviso, quindi il suo shock, la sua confusione mentale e visiva specie in presenza di eventi rapidissimi come quelli in oggetto, contribuiscono maggiormente ad offuscare i suoi ricordi, a renderli imprecisi ; ben diverso è il caso del protagonista, che ha studiato a tavolino l´atto criminoso per mesi (nel nostro caso, 6 mesi e passa dal settembre 1977), lo ha ripassato mentalmente infinite volte, lo ha provato e riprovato su strada e nei luoghi del programmato delitto, l´ha perpetrato lui stesso infine con spietata freddezza, secondo il ruolo assegnato a ciascuno da tempo e da ciascuno programmato e memorizzato alla perfezione : ecco perché le clamorose contraddizioni in esame, sull´itinerario della fuga sono null´ altro che sintomo di un concordato depistaggio con varianti atte a portare l´ignaro lettore in buona fede, a chiedersi chi abbia ragione, quale sia il giusto itinerario - sviandolo così dal nucleo centrale della quaestio : se cioè Moro sia mai stato davvero portato a Montalcini, cosa di cui non esiste prova. È questo il classico pattern depistante dei servizi deviati : dettagli contrastanti che diano per scontata una sostanza che scontata non è affatto, ma da cui si riesce così a deflettere l´attenzione del pubblico.

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    1. Aggiungo che l'imputato non è MAI testimone, perché ha il diritto di mentire. Come hanno fatto palesemente Morucci, Braghetti, Moretti, Gallinari, MACCARI e Faranda.

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    2. L' unico che ha fatto quelle dichiarazioni da imputato se non sbaglio è Maccari. Braghetti le ha fatte nel Moro quater che non riguardava lei, Moretti in un libro intervista, e Gallinari in un libro. E in effetti concordo che Maccari abbia mentito, per scrollarsi di dosso almeno la responsabilità del trasbordo, e personalmente, per una pluralità di motivi, tendo a pensare che la versione più probabilmente corretta sia quella di Braghetti 1.

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    3. L' unico che ha fatto quelle dichiarazioni da imputato se non sbaglio è Maccari. Braghetti le ha fatte nel Moro quater che non riguardava lei, Moretti in un libro intervista, e Gallinari in un libro. E in effetti concordo che Maccari abbia mentito, per scrollarsi di dosso almeno la responsabilità del trasbordo, e personalmente, per una pluralità di motivi, tendo a pensare che la versione più probabilmente corretta sia quella di Braghetti 1.

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    4. Ma non è vero, su questioni del tipo se la macchina alla Standa l' ha portata Maccari o la Braghetti anche un protagonista può confondersi, specie dopo diversi anni. Infatti credo che Moretti si sia confuso.

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    5. Credere non è sapere, Quando ci si confonde in 5 presunti protagonisti, i sospetti sono legittimi. Specie quando ci si confonde su una sostanza del discorso (Moro a Montalcini) di cui non esiste la benché minima prova.

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  11. Provo a intervenire con una considerazione che mi pare ovvia: molte di quelle incongruenze si spiegano come bugie, e non sono il segno che "Moro a via Montalcini non è mai stato". Faccio degli esempi: come è stato detto, Maccari quando ha reso quelle dichiarazioni era imputato ed è comprensibile che volesse scrollarsi di dosso almeno il trasbordo di Moro. Moretti fa il nome della Braghetti come colei che porta la macchina alla Standa perché all' epoca il nome di Maccari non era venuto fuori, se non ricordo male, e ha voluto probabilmente proteggerlo. La versione di Braghetti 1 è compatibile con quella di Gallinari, che parla retoricamente di "padroni di casa" ma non specifica fino in fondo. La versione di Braghetti 2 è un tentativo un po' pasticciato di non scontrarsi troppo con la versione di Maccari. Quindi, tutto sommato, con qualche lieve modifica, mi pare che la versione di Braghetti sia quella più verosimile, senza necessità di azzerare ogni testimonianza.

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    1. Nulla di tutto questo prova che Moro mise mai piede a Montalcini temo.

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    2. Ma infatti io non ho fornito prove in questo commento che sia stato a via Montalcini, ho solo cercato di mostrare che le dichiarazioni di Braghetti sono le meno improbabili. Poi se si vuole sapere perché pensavo che ci sia stato, allora è un altro discorso, ma non mi interessa affrontare questo argomento.

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    3. Non vedo proprio la necessità, né l´interesse, di mettersi a disquisire sulla probabilità della ragione di questo o quello, quando non si hanno prove che Moro abbia mai messo piede a Montalcini.

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  12. Su tutti i grandi fatti storici esistono versioni contraddittorie. Si legga le diverse versioni sulla uccisione di Mussolini... secondo la loggia di alcuni se ne dovrebbe ricavare che Mussolini non sia stato ucciso.

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  13. Scusate, non se ne può più con la baggianata che "Moretti avrebbe voluto proteggere Maccari": Maccari è stato individuato- sul piano teorico giudiziario, almeno - come presunto (molto presunto) "quarto uomo" di via Montalcini proprio GRAZIE ALLA DELAZIONE DI MORETTI, MORUCCI, BRAGHETTI E FARANDA (con tempistiche sincronizzate alla vergognosa intervista dell'ex capo). Se ve la devo dire tutta, dato il racconto che ognuno dei presunti carcerieri ha fatto della PROPRIA VITA nei 55 giorni, VADO . NON DA ORA- OLTRE FLAMIGNI, E DICO CHE CI DOVETTE ESSERE ALMENO UN QUINTO UOMO (Gallinari non dormiva? Non mangiava? Non defecava? ecc.) MA SVEGLIATEVI!

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    1. Veramente Moretti nel libro intervista si rifiuta di rispondere alla Rossanda quando le chiede chi fosse l' ingegnere Altobelli, spiegando che nomi non ne fa perché "cambierebbe l' esistenza a lui. Gli tirerebbe addosso un ergastolo. Io credo che sia tempo di fare uscire i compagni dalle galere non di mandare qualcuno altro". Chi fa il nome di Altobelli è la Faranda.

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    2. Maurizio Fiorentini scrive che Maccari era una sorta di doppio di Morucci, come Gallinari era il doppio di Moretti.
      Magari era il quarto uomo, la vera incognita forse è se veramente fossero ,4 5 o 6, in via montalcini per tutti i 55 giorni.

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    3. No : la vera incognita è se Moro abbia messo mai piede a Montalcini - cosa di cui non esiste nessuna prova.

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  14. Dopo aver letto tutti i commenti mi sembra di capire che nessuno qui sia depositario di un qualche brandello di verità. Nel migliore dei casi è depositario di ragionamenti di buon senso.
    Ragion per cui anche il sottoscritto intende dire la sua, senza pretesa alcuna di scrivere chissà quali rivelazioni evangeliche.

    Ciò premesso:
    - l'On. Moro non ha mai messo piede in via Montalcini;
    - la base di via Montalcini era un punto di appoggio per alcuni brigatisti o sedicenti tali;
    - i cosiddetti "carcerieri" erano più di quattro e operarono nella "prigione" di via Massimi per circa 10-15 giorni;
    - carcerieri tra virgolette, perché in realtà erano una sorta di camerieri o spicciafaccende;
    - tra di loro anche un certo morbioli, altro uomo di morucci, che fu poi allontanato;
    - maccari fu sacrificato (in tutti i sensi) per coprire morbioli o qualcun altro, il cui nome evidentemente non doveva venir fuori.

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