lunedì 1 gennaio 2024

CONTRADDIZIONI DEL MEMORIALE MORUCCI 10. LA FUGA - UNA BRIGATISTA IN PIU' IN VIA DE BUSTIS

10.    La fuga. Una brigatista in più emerge alla sbarra           di via Casale De Bustis


(a cura di: SEDICidiMARZO)


Via M. Casale De' Bustis- lo sbarramento apribile

Il corteo(*) in fuga dopo aver risalito via Stresa scende per via Trionfale verso il
centro e poi gira a destra (quasi una svolta ad “U”) per imboccare via Belli e poi arrestarsi all’imbocco di via Casale De Bustis che era chiuso da una sbarra con catena. Quel tratto di strada era ad uso esclusivo dell’ ACEA.    Morucci ci informa che dalla 132, che contrariamente ai piani si ritrovò ad essere la prima auto del corteo, scese Moretti e con le tronchesi, di cui tutte le auto erano dotate, tranciò la catena che bloccava la sbarra e l’aprì.


Non ci informa però di chi fu, ragionevolmente a bordo della terza auto a riabbassare la sbarra e a richiudere fittiziamente la catena.

(*) Secondo il memoriale (pag.31) il corteo era così composto: 132 blu Seghetti, Moretti, Fiore con Moro; 128 bianco Loiacono, Casimirri, Gallinari; 128 blu Morucci, Bonisoli, Balzerani. Successivamente le auto si fermano in via Massimi, Morucci scende dal 128 blu e prende la guida del furgone, Seghetti scende dal 132 e si mette alla guida della Dyane. Le due 128 vanno a parcheggiare in via Calvo  le altre vanno a Piazza Madonna del Cenacolo per il trasbordo di Moro sul furgone. La 132 con il solo Fiore va a parcheggiare anch’essa in via Calvo, il furgone guidato dal solo Moretti (con a bordo Moro rinchiuso in una cassa) e la Dyane con Seghetti e Morucci si dirigono alla Standa dei Colli Portuensi.

Ci informa di questo però una testimone che abitava là davanti e si era allarmata ed incuriosita per il rumore provocato da queste auto che giunsero a tutta velocità. E’ la teste Anna De Luca che vede, mentre la prima macchina era appena passata dallo sbarramento, questa scena:


Vede quindi una donna armeggiare con la catena e che poi risale sull’ultima auto, quella bianca. E in particolare questa donna indossa una gonna ( la teste ne è sicura perché ne vede le gambe scoperte). Quindi avremmo una donna in più che non può essere la Balzerani –fin qui l’unica donna del commando- perché la stessa stava, secondo il racconto, nella 128 blu e invece quest’auto, che la teste definisce più piccola della prima, è bianca. Chi era e che ruolo ha avuto quest’altra brigatista (*) che è  quindi risalita nella 128 blu, dietro, a fianco di Gallinari? Ma Gallinari era davvero, come dice Morucci, nella 128 bianca? In verità vedremo che ci sono elementi per pensare invece  di no.

(*) Sulla tesi di una donna in più c’è da dire che se anche si volesse sostenere  che, per un successivo  rimescolamento degli equipaggi (rimescolamento di cui però Morucci non fa alcun cenno), la Balzerani si  fosse poi ritrovata nella 128 bianca, restano “le varie testimonianze” ( v. verbale  Dott. Mario Fabbri in  I Comm. Moro, vol. 30 pag. 106)  che raccontano che dalla 132 che parcheggiò in via Calvo,  segnalata alla C. O. già alle 9:23 del 16,  discesero due-tre persone tra cui una donna che, per un movimento repentino e involontario, scoprì una pistola che aveva alla cintola dei pantaloni. Sia la donna vista in via Fani e sia quella alla catena di via De Bustis indossavano invece una gonna.(E qui si noti un altro contrasto con il memoriale dove si sostiene che Fiore, da solo, andò a parcheggiare la 132  in via Calvo).



Per la puntata precedente (11/12) vai qui:  https://www.sedicidimarzo.org/2024/01/contraddizioni-del-memoriale-morucci-11.html#more

(Post precedente n. 9/12  Le fake news degli altri ):  https://www.sedicidimarzo.org/2023/12/contraddizioni-del-memoriale-morucci-9.html 

Per la prima puntata (1/12) vai qui:  https://www.sedicidimarzo.org/2023/10/contraddizioni-del-memoriale-morucci.html#more

2 commenti:

  1. Non penso sia economico ipotizzare una seconda bierre alla sbarra sulla base del solo memoriale Morucci e di Fabbri - sono due fonti che sapete altamente dubbie.
    La confusione gonna/pantaloni è già a Fani, tra Lalli e Samperi, uno dice gonna l´altro pantaloni, eppure stanno parlando senz´altro della sola Balzerani, la donna al cancelletto basso.
    E che la Balzerani partì da Fani in 128 blu lo dice il Memoriale, vattelapesca se sia vero o falso.

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  2. A proposito di eventuali rimescolamenti : per aversi un rimescolamento, occorre sosta. L´unica sosta attestata prima di Bitossi è alla catena di De Bustis. Ergo solo qui può essere avvenuto eventuale rimescolamento. Sfuggito possibilmente, a sia Dordoni sia De Luca. Il che è teoricamente possibile, perché la Dordoni era distantuccia, il suo punto di osservazione essendo l´angolo Belli_De Bustis. Inoltre lei non vede nessuno uscito dalle macchine, deduce solo che abbiano aperto la catena per passare. Poi la De Luca vede sì la donna, ma prima ha attraversato casa sua perché inizialmente stava in cucina che dava su Belli e poi si sposta su altra finestra che dava su de Bustis, attraversando corridoio e alcune stanze. In quel tempuscolo potrebbe collocarsi il rimescolamento da lei non visto.
    Rimescolamento che potrebbe riguardare non solo la Balzerani, ma pure Moro, se avessero ragione quelli che lo pongono nella 132 da Fani.
    Infatti siccome poi la 132 gira a Bitossi e si riferma, non è plausibile che abbia fatto ulteriore pericolosa sosta con Moro dentro. È più logico che, almeno dalla sbarra in poi, Moro fosse in una 128, anche perché le due 128 non svoltano a Bitossi quindi deduco siano andate dritte al trasbordo nel furgone.
    Ma si resta inchiodati al limbo delle ipotesi. La Dordoni a Belli vede l´anteriore dx nella grossa cilindrata scura voltato all´indietro come a tener giù qualcosa o qualcuno che lei non vede col braccio sx : questo fa pensare a Moro disteso sul pianale, e porta acqua al mulino di Moro nella 132.
    Moro fu dunque trasbordato 2 volte, la prima alla catena da 132 a 128, la seconda in area Madonna da 128 a furgone ?
    Oppure stava nella bianca fin da Fani, come vogliono metà dei testi ?

    È davvero triste e frustrante non poter dirimere dopo quasi mezzo secolo nemmeno su questo, ma oggettivamente, almeno sulla base dei documenti a me noti, altro non è lecito fare se non sospendere il giudizio.

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