mercoledì 22 novembre 2017

LA STRANA RELAZIONE DELL'AGENTE DI LEVA (2) [aggiornamento]


( Riproponiamo qui un documento, già pubblicato, con un piccolo aggiornamento in appendice) 


Roma, sedici di Marzo 1978. [...] Portatici, con la volante, in quella strada, cioe` in via Fani, abbiamo visto due auto tamponate con i vetri rotti: nella prima una Fiat 132 o 130, vi erano due persone riverse sui sedili anteriori; il primo, quello al posto di guida, era leggermente reclinato sul lato destro; quando gli ho chiesto cosa fosse successo, ha fatto solo un cenno con la testa senza proferire parola, non e` riuscito ad aprire la bocca ed ha reclinato il corpo. Il secondo non dava segni di vita [...]

Cosi`, l'agente di PS fuori servizio, Renato Di Leva descrive nella Relazione di servizio la scena che gli si paro` dinanzi agli occhi. Per anni le sue parole hanno fornito una delle piu` interessanti descrizioni della scena della strage di via Fani ed una delle fonti ritenute piu` attendibili.

Nel 2016, il collettivo SEDICidiMARZO, a fronte di una attenta analisi del documento, ha riscontrato nella relazione un lungo elenco di incongruenze e descrizioni dubbie dei fatti. Fino ad arrivare alla scoperta di una copia della relazione alla quale era apposta una firma del Di Leva falsificata e alla deduzione (come verrà infatti dichiarato dallo stesso in audizione) che la sua relazione fu materialmente redatta da altri.

Le osservazioni sulla relazione di servizio del sig. Di Leva sono state inviate in data 12/12/2015 al sen. Fornaro e all'on. Grassi, membri della Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro. Il giorno dopo è stata inviata una piccola integrazione.


Il sig. Di Leva e` stato audito dalla Commissione di inchiesta in data 21/04/2016.




APPENDICE

L' agente, prima dell'audizione del 21 aprile 2016, era stato ascoltato il 14 luglio 2015, in qualità di persona informata dei fatti, dai collaboratori della commissione. 

In tale occasione aveva introdotto delle novità rispetto a quanto da lui descritto nella relazione di servizio del 16 marzo 1978. Di tali novità era filtrato qualcosa all'atto della redazione del nostro documento, prima che questo verbale di deposizione venisse desecretato contestualmente alla sua audizione in seduta pubblica. (Leggi qui il verbale del 14 luglio 2015).

Poiché uno degli elementi di dubbio da noi esposti all'epoca era costituito dalla presenza agli atti di due firme dello stesso agente alquanto difformi tra loro ( e infatti lo stesso Di Leva ne riconoscerà poi una sola) per completezza ve le riproponiamo insieme a quella del  citato verbale del 2015.

Anzi, chiediamo un parere a chi dovesse leggerci. Considerato che l'ultima firma (quella a destra), apposta dinanzi ai collaboratori della commissione, è certamente la sua, qual è per voi - fra le due a sinistra - quella buona?


     Relazione di servizio, 16 marzo 1978  (A)






Deposizione del 14 luglio 2015






Relazione di servizio, 16 marzo 1978  (B)

7 commenti:

  1. Direi nessuna delle due. Se proprio, la seconda.

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    1. Io, invece, se proprio, la prima.

      Franco

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  2. Credo che siano uguali. nel senso che appartengano tutte e tre alla stessa persona. Anche se la R di Renato sia alquanto "complessa", le cadenze e l ritmo credo siano uguali. Vedi la D di del cognome e come la "micro scivolosità" dei tratti partano dal di sotto.
    Non sono un tecnico, ma ho esperienza dato il mio lavoro di responsabile in un azienda pubblica, e per passione.

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    1. Lui stesso ha disconosciuto, in audizione, una delle due firme del '78 (Ascoltare o leggere ai link postati). Non sappiamo però a tutt'oggi quale delle due (non è stato precisato). Da qui il piccolo quiz. Per di più ha riconosciuto di non aver steso lui stesso la relazione e di essere stato arrestato nel 1981 per gravi reati contro la persona. (Anche questo può essere ascoltato o letto i link indicati).

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  3. Interessante testimonianza del Di Leva

    Degli occupanti della seconda autovettura, uno si trovava già a terra, caduto dal sedile posteriore, che a mio avviso era già morto, vicino a lui vi era una pistola cal.9 mod. 92f"

    Mi sembra che il corpo di Iozzino sia stato traslato ("caduto dal sedile posteriore") per alcuni metri (braccia aperte a croce) e rigirato (piedi sovrapposti); questo è confermato dalla frase "vicino a lui vi era una pistola ".

    Fino ad ora non ho mai trovato elementi contrari a questa mia ipotesi.

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    1. E' un'ipotesi interessante pur se, stando alle ultime dichiarazioni, non avendo lui scritto materialmente la relazione, potrebbe trattarsi semplicemente di un errore dell'estensore.

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  4. Se quelle tre firme sono della stessa persona egli ha semplicemente dichiarato il falso in audizione.
    Come si vede, questa vicenda è la più drammatica rappresentazione del vecchio detto "la coperta è corta".

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