mercoledì 4 aprile 2018

UN FORO DELLA 130 SCOMPARSO. UN' IPOTESI

(A cura di:  Pierdomenico Corte  e  Franco Martines )


Analizzando le svariate foto disponibili in rete ci siamo imbattuti in una sicuramente poco vista.  Si tratta di una foto in cui è ben evidente un foro di proiettile sul cristallo della portiera anteriore destra della 130; a fianco di tale foro ( che si colloca con tutta evidenza all’altezza della testa del passeggero  anteriore, cioè Leonardi) vi è poi, nel cristallo, un più ampio squarcio –provocato da altri proiettili- che evidentemente nelle successive operazioni post-agguato di apertura e chiusura della portiera si allarga, a causa del collasso di quella porzione del vetro, obliterando così quella traccia iniziale che non ci pare sia mai stata esplorata dai periti. E rendendo così questa foto piuttosto rara.

Vediamo infatti sopra, tutto sommato abbastanza nitidamente, il foro e a destra l’ampio squarcio  nel vetro davanti al braccio dell’operatore. Sotto
lo squarcio si è ormai ampliato, coinvolgendo quindi anche il foro ormai non più visibile.

Rivediamo a fianco lo squarcio, ormai completatosi , da un’altra angolazione, mentre dal filmato completo di Frajese rivediamo (sotto a destra) lo stato in cui era in precedenza. (Nella prima foto i cerchietti rossi non riguardano il nostro articolo ma si riferiscono  ad altro e cioè al contenuto del pezzo da cui è stata tratta la foto).




 



Il foro era in corrispondenza del vertice superiore interno del deflettore e circa a metà della maniglia di apertura come possiamo vedere sotto.


Qui sotto rivediamo nuovamente la foto con squarcio, ormai completo, su cui abbiamo collocato, utilizzando i precedenti riferimenti, la posizione del foro scomparso  (con un aggiustamento prospettico legato alla differente angolazione della foto della portiera) . Abbiamo anche evidenziato il foro sul parabrezza.


Il foro sul parabrezza - lo ricordiamo - negli esami della Polizia Scientifica del ’78 risultò essere stato causato da un proiettile penetrato nella faccia interna del parabrezza e fuoriuscito da quella esterna. (Vedi CM1 vol. 123 pag. 11)

A questo punto abbiamo voluto verificare se e quanto fosse compatibile una ipotesi; e cioè che il foro sul cristallo della portiera anteriore destra fosse l’entrata del proiettile che poi esce dal parabrezza (trascurando per semplicità i problemi di deviazione della traiettoria nell’attraversamento del primo cristallo che comunque, non essendo stratificato, non dovrebbe essere stata molto consistente).

La foto sotto mostra l’idea di cui verificare la compatibilità. La linea blu rappresenta la ipotetica traiettoria conseguente.



Siamo quindi andati alla ricerca della scheda tecnica della 130 per reperire i dati dimensionali (qui la vedete in un’immagine specchiata per esigenze di confronto sul lato destro dell’auto) …


… e dei dati sulla pendenza della strada (calcolata su un tratto finale di 30 metri) che risulterà pari al 4,4%.




Vista in prospettiva laterale questa è la situazione che se ne ricava.

Poiché l’auto è rappresentata in posizione orizzontale (nella realtà era in pendenza) si è collocato il punto di uscita nell’immagine 3 cm. più in basso (in scala) per tener conto appunto della pendenza della strada  (l’immagine su cui si è lavorato è in  scala 1:18  circa).
Nell’ ipotesi di ricostruzione qui presentata il colpo sembra proprio indirizzato alla testa del passeggero anteriore con un andamento leggermente basso alto che infrange il cristallo della portiera ad un’altezza  di 119 cm. da terra (questo punto di impatto è stato preso come riferimento relativo assumendo naturalmente che pneumatici e ammortizzatori e carico fossero nelle condizioni previste dalla casa).

Nella vista “dall’ alto” però la situazione presenterebbe quest’aspetto. (Elaborazione della piantina con i bossoli da noi sviluppata in un precedente articolo [ leggilo qui ] nel primo dei tre documenti a pag. 20 )



Congiungendo i due punti di impatto e assumendo che siano stati provocati da un unico proiettile (che non avrebbe dunque incontrato altri ostacoli lungo il suo percorso)  si ottiene una traiettoria - orientata dal marciapiede al centro dell’incrocio -  con un assalitore (pallino giallo) che ad una distanza di 5 metri dall’ obiettivo brandeggia un’arma (tenendo conto della pendenza della traiettoria di circa il 5%) ad un’altezza da terra di circa un metro (altezza compatibile con quella di uno sparatore inginocchiato/accovacciato) avendo alla sua destra,  a poco meno di due metri, 2 bossoli 7.65-

Ora se la distanza dei bossoli dalla posizione rappresentata dello sparatore è compatibile con le distanze di espulsione lo è meno la posizione degli stessi che dovrebbe essere a destra  e indietro (circa 135°).
Ma soprattutto , trattandosi di un colpo che viaggia da un metro a un metro e venti centimetri avrebbe trovato come ostacolo insormontabile la famosa Austin Clubman , come si può ben vedere sopra.

Immaginando però che questi due colpi di Beretta 7.65 (a questo punto iniziali) siano stati esplosi in un tempuscolo precedente all’ arresto definitivo della 130 (sagoma blu), quando la stessa era ormai in fase finale di sterzata e frenata, la distanza dello sparatore si ridurrebbe a 4 metri, l’altezza di brandeggio dell’arma salirebbe a m. 1.05 (sempre compatibile con l'ipotesi di assalitore accovacciato/inginocchiato) l’angolo tra traiettoria e punto di caduta dei bossoli si approssimerebbe ai teorici 135 gradi e soprattutto non vi sarebbero ostacoli tra il tiratore e la 130.



Questa ipotesi che, per ovvi motivi non può tenere conto delle reali condizioni di pressione delle gomme e degli ammortizzatori e di carico, trascura, come già detto, anche la possibile deviazione del proiettile nell’ attraversamento del primo cristallo (comunque presumibilmente non significativa) assumendo che si tratti di un colpo che dopo aver attraversato il cristallo della portiera , avendo mancato l'obiettivo, prosegua in linea retta e trapassi il parabrezza.
E non entra neanche nel merito di quali accorgimenti abbia potuto prevedere l’eventuale assalitore , così collocato, per proteggersi dal fuoco “amico” che comunque, in tal caso, mentre egli si allontanava fulmineamente verso l’incrocio  dopo aver esploso i  4 colpi totali  di 7.65 (i cui bossoli sono appunto i due sul marciapiede, uno nel tombino di fronte ed uno vicino l'alberello a destra) poteva iniziare  massicciamente solo dopo la sua rapida azione e a partire dall’auto che seguiva la 130 (onde evitare appunto di colpirlo).

Occorreva un uomo audace e sicuro dei suoi mezzi? Certamente.  Disponevano le BR di un uomo con queste caratteristiche?  Non lo sappiamo è difficile ma non possiamo escluderlo.

Come detto questa è una pura e semplice ipotesi di studio  che non ha minimamente l’intenzione di raccontare una presunta “verità”  bensì quella di tentare di approfondire stimolare la riflessione su una traccia (quel foro nitido – e però provvisorio - sul cristallo della portiera anteriore destra della 130) che sembrerebbe  che nessuno abbia mai analizzato prima.

14 commenti:

  1. Abbiamo sentito spesso nellericostruzioni, nei programmi, che uno dei rapitori con la divisadell'Alitalia rubò, prima di scappare, la valigia del presidente Morocon i suoi libri. In realtà dei libri, e pure una borsa molto ampia, siintravedono nell'istantanea, in cui si intuisce pure che quel poliziotto-autista morì mentre metteva la mano sul cambio, forse per fare retromarcia. Il posto di fianco alla guida, in cui secondo alcunicronisti avrebbe dovuto sedere il famoso bodyguard Leonardi, apparevuoto. O forse il morto è sdraiato per metà fuori dell'abitacolo e nonsi vede. Per la didascalia dello stesso giornale c'era un secondo uomovicino al guidatore della macchina di Moro.
    Anche nella prima pagina del giornale ABC Espana c'è l'uomo vestitodi blu con il giornale addosso. Diciamo che può corrispondere al poliziotto morto che tutti abbiamo visto nella foto grandangoloabbastanza comune, che avevano anche gli spagnoli, in cui si vedetanta gente intorno alla scena del rapimento e un uomo morto, in certeimmagini ricoperto da un telo bianco, dietro l

    Alfetta della scorta.Questo poliziotto si chiamava Raffaele Iozzino.Tutto porta a pensare che sia lo stesso che ha addosso un numero delGiorno. Con la divisa blu, magari di un aviere. Davanti a lui nellafoto del quotidiano di Siviglia ABC si intravede un uomo, probabilmente un magistrato, che modifica la scena del crimine. E visibile anche in una foto di Wikipedia. Sta raccogliendo dei bossoli?
    E il giudice Infelisi? Oppure sta per togliere quei giornali dal corpo diIozzino? Ma a cosa serviva un numero del Giorno a un povero poliziotto che fuggiva dalle raffiche?Ci sono altre foto nitide su Wikipedia. Le ho confrontate tuttetrovando due grosse differenze che al momento non riesco a spiegare.La prima è questa: nella macchina di Moro c erano il guidatore Riccie secondo la ricostruzione italiana al suo fianco il marescialloLeonardi. Su Wikipedia si intravede infatti il bodyguard di Moro piegato con la testa che sembra toccare la spalla di Ricci. Il problemaè che nella foto spagnola, in cui si vedono i libri di Moro, questocorpo di Leonardi non c’è
    . Sembra proprio che tra la mano di Riccisul cambio e la portiera ci sia poco spazio e che sotto i libri vi sia unozaino aperto, grande, che poggia sul sedile. L’idea che dà la foto di LaVanguardia è che Ricci nel difendersi dai colpi si sia accasciato sullasua destra sui libri di Moro.Altro non si vede.L’altra differenza la si nota tra la foto dell’uomo con il numero delGiorno e la foto di Iozzino di Wikipedia. La ricostruzione italiana,abbiamo detto, vuole farci pensare che dietro l’Alfetta ci fossel’uomo con il giornale. Quello che però non si può non notare è che ilgiornale non è nella stessa posizione in entrambe le foto. Sul bracciodestro di Iozzino, nella foto spagnola, c’è
    un foglio. Nella fotoitaliana, in cui si vede la macchina bianca, sul braccio del poliziottonon c’è
    niente. Che si sia alzato il vento e il foglio sia volato via?Oppure è stato prelevato dal magistrato?Ma anche il colore della divisa non ci convince. Nella foto spagnoladella Vanguardia sembra che il morto con Il Giorno indossi una divisada aviere, o dell’aeronautica. Il blu è intenso e la foto è molto nitida.


    tutto tratto da una indagine

    L'INDAGINE IMPOSSIBILE

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  2. Queste foto erano agli atti di qualche processo?? Sentiti i fotografi o altro??
    A distanza di secoli ormai, era già in atto la strada alternativa alla verità?? Possibile che NESSUNO abbia fatto indagini.in tal senso??

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  3. Interessante. La fonte della prima foto ?
    Come sapete per certo che il foro sia di entrata e non di uscita ?
    Segnalo foto di blogger alquanto...fantasioso ma provvisto di materiali rari, foto in cui si vedono non uno solo ma due (almeno due) fori poi scomparsi :
    https://e-cronaca.blogspot.com/2025/03/perche-un-fucile-mauser-per-via-fani.html (la foto arriva a metà circa del post).
    Non sono balistico, ma i due fori mi appaiono così a intuito, obliqui e da traiettoria alquanto alto-basso o basso-alto. Sarebbe opportuno chiedere consulenza a perito balistico.
    V´è poi la questione se quei fori prodotti a sportello chiuso o aperto, dato che alcuni ricercatori sostengono l´uscita di Leonardi. Se a sportello aperto, la balistica cambierebbe totalmente.
    Invece il foro del parabrezza mi pare orizzontale più o meno, con asse orizzontale maggiore del verticale, quindi si direbbe prodotto dal piano strada, anche se l´impatto non appare perpendicolare al vetro.
    Saluti e complimenti per il blog

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. La prima foto, come le altre del resto, l'abbiamo trovata in rete casualmente. Colpevolmente non abbiamo messo il link di essa e oggi occorrerebbe un lavoraccio per ritrovarla. Che il foro del parabrezza sia stato provocato da un proiettile interno-esterno lo disse la Polizia Scientifica nel '78 esaminandone le caratteristiche (come del resto fece con altri fori che erano stati prodotti su vetri come sulla Mini Clubman e su alcune finestre del palazzo opposto al bar Olivetti). Le caratteristiche sono che la parte in uscita presenta un diametro maggiore di quello in entrata. Nell'articolo ci sono i riferimenti all'analisi della Polizia Scientifica del tempo che qui ribadiamo: Commissione Moro 1 vol. 123 pag. 11- L'ipotesi qui presentata è a sportello chiuso nell'assunto che si trattasse di uno dei primissimi colpi sparati all'indirizzo della 130. Concordiamo sul giudizio di fantasiosità della ricostruzione proposta in quel blog. P. SEDICidiMARZO , Franco Martines

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    3. Grazie della risposta.
      Circa lato uscita o entrata, non mi riferivo al foro del parabrezza, ma a quello da voi esaminato del finestrino di Leonardi.
      Circa il blogger da me linkato, l´unica cosa interessante mi pareva la foto che mostra non uno solo ma almeno due fori scomparsi.

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    4. Ah no, sul verso entrata uscita del foro (o fori come nell'immagine del blogger) nessuna sicurezza. Solo un'ipotesi che sembra congruente con gli altri dati. p. SEDICidiMARZO F. Martines

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    5. Grazie, era questo che volevo capire.
      D´altra parte, sia la vostra foto del finestrino di Leonardi, sia quella del blogger che poi dovrebbe essere la stessa solo più nitida, non sono abbastanza chiare da poter osservare le caratteristiche eventuali del foro o dei fori in questione (eventuale radial fracturing, margini netti o irregolari, etc.), e quindi magari poter stabilire se siano d´ingresso o uscita sul lato esterno visibile. Tuttavia parlo da profano, un balistico professionista magari chissà, potrebbe dirimere anche su questa sola base.
      C´è come una patina bianca che nasconde i dettagli, non so se sia effetto di luce, cattiva riproduzione, o magari la grafite chiara che la Scientifica usa (non so se anche allora) per evidenziare impronte latenti.

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  4. L´ipotesi del post suscita in me alcuni problemi, se l´ho capita bene :
    1. forse occorreva tener conto della deformazione di eventuale proiettile perforante vetro finestrino Leonardi : i vetri dei finestrini laterali sono generalmente di vetro temperato almeno oggi, non so allora : è un tipo di vetro meno solido del parabrezza, ma più di quello di una finestra domestica. Difficile che la testa dell´ogiva di eventuale proiettile non ne sia risultata deformata, appiattita, come accade all´impatto con qualsiasi tipo di vetro (cfr Haag-Haag 2011, pp.125 sqq., figg. 8 sqq.). Una volta persa pertanto aerodinamicità, risulta difficile immaginare che lo stesso proiettile, deflessione a parte, possa aver perforato anche il laminato del parabrezza, vetro durissimo, tra le parti più dure di un veicolo.
    2. Non ho capito bene se voi ipotizzate che eventuale proiettile in questione abbia addirittura perforato anche il cranio di Leonardi : se questo è quel che ipotizzate, diventa forse a questo punto impossibile immaginare una terza perforazione, quella del parabrezza. Inoltre i tramiti craniali di Leonardi sono 2 : tempia destra-cuore-addome (quasi verticale se Leonardi a busto eretto) e bozza parietale destra-nuca a sn (pure questo alto-basso a busto eretto) : non riesco ad immaginare come, a Leonardi seduto nella posizione in cui lo avete disegnato, uno di detti tramiti avrebbe potuto derivare da spari dalla posizione che ipotizzate.
    3. I bossoli 7,65 repertati sono 4 ; i proiettili 7,65 repertati sono 3, tutti nell´Alfetta (due nel cadavere di Rivera e uno nella pozza di sangue sul pianale di Zizzi). Ugolini scrive di esser certo che i 3 proiettili corrispondono a 3 dei 4 bossoli. Manca all´appello 1 proiettile 7,65, che potrebbe essere il frammento nel taschino di Ricci (ma solo per Ugolini ; per Benedetti-Salza è un 9 mm) ; oppure il 7,65 sparato al finestrino di Leonardi da voi ipotizzato. Tuttavia parrebbe più probabile per analogia, visto che 3 dei 4 proiettili 7,65 hanno colpito Rivera e presumibilmente Zizzi, che anche il quarto abbia colpito Zizzi. In tal caso mancherebbero anche un quinto 7,65 ed un quinto bossolo corrispondente perché Zizzi ha 3 tramiti. Certo se davvero lo sparatore fu Bonisoli con la M51 con caricatore da 8 colpi, aveva ancora 3 proiettili dopo averne sparati 5 a Rivera e Zizzi. Solo che voi ipotizzate che il o i 7,65 alla 130 siano iniziali : e Bonisoli non mi risulta attestato a destra all´inizio dell´agguato.
    Non saprei, mi parrebbe a questo punto più probabile che detti colpi 7,65 siano stati sparati alla fine non all´inizio.
    Ma qui si apre la voragine del problema della sequenza temporale degli spari da destra in rapporto a quelli da sinistra : ho visto il video di Cicinelli con la vostra consulenza, ed anche con le riserve di Minervini sul punto : magari ve ne chiederò in commento a parte perché si tratta di questione complessissima che non sono sicuro di aver compreso bene e invece vorrei chiarirmela col vostro cortese aiuto se possibile.
    Grazie di eventuali spiegazioni.

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  5. Grazie dello spazio. Non posso certo atteggiarmi a balistico o medico legale, non sono né l´uno né l´altro, ho letto come meglio potevo la documentazione che ho trovato in rete, cercandovi consonanze tra i due aspetti.
    Vi sottopongo i miei seguenti dubbi :
    - il tramite craniale di Leonardi tempia-cuore-addome è escluso sia 7,65 stando alle perizie concordi, perché il proiettile fu estratto dal cadavere e risultò 9 mm a tutti i balistici come anche gli altri 3 estratti
    - resta in ballo il parietale - nuca, con le riserve già espresse ieri sulla traiettoria, più i 3 fattori ulteriori indicati da Haag-Haag, cioè perdita di velocity e cinetica, deflessione e deformazione di proiettile perforante qualsiasi tipo di vetro : fattori che tenuti compresenti, mi fanno dubitare sia di perforazione craniale possibile sia di ulteriore del parabrezza. Non voglio assolutamente tirare conclusioni né smontare il vostro post, non sono in grado, solo porre domande ;
    - Ugolini non mi convince quando scrive di esser certo che 3 dei bossoli 7,65 vadano abbinati ai 3 proiettili dello stesso calibro repertati nell´Alfetta : primo perché non spiega le ragioni ; secondo perché i tramiti dei due 7,65 estratti da Rivera stando ai periti medicolegali sono sn - dx : uno entra nell´ipocondrio sn e segue un tracciato che mi riesce incomprensibile di primo acchito : obliquo da sn a dx e dal basso verso l´alto, terminando a metà altezza del polmone dx (ilo polmonare) ! Accantono per ora le ipotesi su questo mistero ennesimo : rilevo solo che se gli hanno sparato questo colpo da sn, allora perché mai i bossoli starebbero a dx, oltretutto distanti ? Scalciamento ? Oppure i colpi 7,65 sono più di quelli dei 4 bossoli e 3 proiettili repertati, cioè più di 4 (escludendo l´incerto taschino di Ricci) ?
    Il secondo tramite 7,65 di Rivera, sempre in perizia medica, è anch´esso sn - dx : gratta il deltoide dx ed entra in zona diafisi omerale, fratturandola e fermandosi quindi nella zona alta del braccio dx dove lo si ritrova. Quindi stesse domande : come può Ugolini abbinarlo a bossoli che stanno da tutt´altra parte ?
    Parrebbe di dover supporre che Rivera, ricevuto il colpo mortale al cranio, si sia accasciato a dx, sul fianco dx : e che il killer 7,65 avvicinatosi dopo la fine delle raffiche, lo abbia colpito sia all´ipocondrio sn sia al deltoide dx in quella posizione : questo implicherebbe spostamento del cadavere successivo, perché quando Pandiscia relaziona un´ora dopo, lo trova adagiato allo schienale in altra posizione incomprensibile su cui per ora sorvolo. Oppure, il tramite ipocondrio-polmone potrebbe derivare da deflessione causata da attraversamento sportello ?
    In seguito, il o i killer 7,65 avrebbero fatto il giro e sarebbero passati a dx, dove avrebbero esploso altri colpi attestati dai 4 bossoli a dx ?
    Ma sto solo speculando, in verità non mi ci raccapezzo per nulla. Spero possiate darmi qualche lume.
    Le obiezioni di Minervini alla vostra ipotesi di spari iniziali da dx le rimando a commento successivo.

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    1. Gentile Surfer, l'articolo intendeva solo verificare la compatibilità spaziale di quel foro sul cristallo laterale con quello sul parabrezza. Non abbiamo mai scritto che il proiettile potrebbe aver attinto Leonardi ma solo che fosse ragionevolmente presumibile che questo colpo (con questa eventuale direzione) potesse essere indirizzato verso la testa del passeggero anteriore della 130. Abbiamo sì fatto riferimento ai quattro bossoli di 7,65 come possibili tracce di questo ipotetico attentatore da destra ma nulla esclude che potesse anche essere dotato di un revolver (che non rilascia bossoli) come del resto il Dott. Boffi (già consulente CM2) nel suo recente "Scienza e Giustizia" si dichiara CERTO abbia sparato in via Fani. Tutte le altre tue considerazioni quali: posizione del corpo di Leonardi, colpi che l'hanno attinto, etc. , pur interessanti, esulano dal contenuto di questo articolo. p. SEDICidiMARZO Franco Martines

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  6. Grazie, forse avevo frainteso i riferimenti al cranio di Leonardi nell´articolo.

    I miei ultimi dubbi e domande riguardano più in generale le obiezioni di Minervini nel video di Cicinelli sullo spaziotempo della sequenza dei colpi da sn e da dx. Voi nell´articolo trattate solo dello spazio, ma poi alla fine ipotizzate se ho ben capito, quel che ripete Cicinelli nel video suppongo sulla vostra falsariga : cioè che l´eventuale killer 7,65 abbia sparato da dx prima del fuoco amico da sn e si sia dileguato in tempo per non esserne colpito.
    E che abbia sparato ad auto in movimento, altrimenti non torna la traiettoria che troverebbe ostacolo nella Clubman.

    Però le raffiche da sn iniziano anch´esse a convoglio in movimento, come attestano le schegge un paio di metri dietro l´Alfetta, e pericolosamente vicine alla posizione del killer 7,65 da voi ipotizzata.
    Anche le obiezioni di Minervini paiono dunque non infondate.
    Anche perché mettere un killer a dx dall´inizio, ad affrontare potenziale reazione di due tiratori scelti del livello di Leonardi e Iozzino (e sicuramente i terroristi erano bene informati sulla scorta), pare azzardato in sede pianificatrice.

    D´altra parte, se togliamo killer da dx fin dall´inizio, chi allora uccise Leonardi e quando ?

    Leggo in rete di chi ha ipotizzato cecchini dall´alto, ma anche questa pare sia rimasta mera ipotesi senza riscontri né testimoniali né balistici.

    Qualcun altro ipotizza Leonardi uscito piegato, e killer FNA1 che lo uccide da dx, più o meno dalla zona da voi ipotizzata che vede anche nuvola di bossoli cal.9 di mitra. Ma qui si tornerebbe alle obiezioni Minervini.

    Insomma : lo spazio senza tempo lascia perplessi, e viceversa.

    Ugolini ipotizzò fin dalla prima perizia, sparatori contemporanei da sn e da dx, i primi avanti-dietro, i secondi viceversa, ma penso che il suo errore fu di non tener conto dei tramiti, né dell´uscita di Iozzino almeno, se non anche di Leonardi.

    La dinamica di Fani a mio avviso si gioca sullo spaziotempo. Ma nessuna ipotesi che io abbia letto finora risolve l´equazione, tranne quella dei tiri dall´alto che però difetta di empirìa : ciò non coimplica che sia sbagliata, ma nemmeno che sia giusta.

    Se vuole dirmi come vede Lei tutta questa problematica attualmente, Gliene sarei grato, ed anche del link di Boffi/Scienza e Giustizia da Lei richiamato.

    In ogni caso, La saluto cordialmente e grazie ancora

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  7. Gentile Surfer, le Sue critiche sono condivisibili, ma vorrei spezzare qualche lancia a favore degli autori del post.

    Nel senso che essi hanno azzeccato senz´altro la direzione di fuoco, sempre se il foro nel finestrino di Leonardi in esame nel post sia di entrata e non di uscita, cosa probabile ma impossibile da accertare data la pessima qualità d´immagine.

    Se infatti si osservi la foto nel link del blogger da Lei fornito, riproduzione meno sfocata, si nota bene che il foro in esame nel finestrino (quello inferiore dei due piccoli) ha forma grosso modo ellittica con l´estremità sn arrotondata e quella dx appuntita : la prima indica il punto di primo impatto, la seconda la direzione del proiettile. La forma ellittica significa obliquità di tiro, in questo caso basso - alto data l´inclinazione/direttrice del foro, e da sn a dx, quindi a sparatore accovacciato o di statura naniforme a sn della 130 per chi guardi la 130, e dietro di essa.

    Benché infine, io sia d´accordo con Lei sulla scarsissima plausibilità di doppia perforazione di finestrino e parabrezza, tuttavia osservo che anche il foro d´ingresso in quest´ultimo sul lato interno (abitacolo) mostra andamento sn-dx, con il lato arrotondato a sn e la punta a dx.

    L´angolo d´incidenza dei due fori mi appare tuttavia, per quanto sia dato intuire dalle pessime e/o insufficienti fotografie, alquanto diverso : più orizzontale quello nel parabrezza, più basso-alto quello nel finestrino. Questo ovviamente, al netto di eventuali probabili deflessioni.

    Concludo con notizia che sarebbe divertente se non fosse tragica : Boffi nel suo libro Scienza e Giustizia citato dal Sig. Martines, uscito nel 2024, ripete la narrativa della inesistente traiettoria A - I già presentata alla Moro2 nel 2015. Eppure questo benemerito Collettivo Sedicidimarzo aveva dimostrato con impeccabile, dirimente argomentazione 7 anni prima, che il lato esterno presenta uscita non ingresso. E ne aveva penso informato la Commissione.
    Quando si dice, errare humanum est, sed perseverare...
    Ai posteri la non ardua sentenza.

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    1. Errata corrige : il foro d´ingresso del parabrezza, o meglio il lato d´ingresso nel parabrezza (lato interno) ha andamento dx - sn e non sn - dx : infatti il lato arrotondato sta a dx e la punta a sn.

      Ma non è questo ad inficiare l´ipotesi del post, giacché se il proiettile fosse entrato nel finestrino di Leonardi dietro-avanti da sn a dx come pare, avrebbe ben potuto impattare il parabrezza da dx a sn specularmente e simmetricamente.

      Ed era questo quel che intendevo sottolineare : che il colpo nel parabrezza viene assolutamente da dx per chi osservi il parabrezza dall´ interno, quindi dal lato Leonardi, da dx della direzione di marcia del convoglio.

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