mercoledì 10 maggio 2017

SCIENTIFICA contro SCIENTIFICA ?

Una  novità  emersa dagli accertamenti  tecnologici  (ricostruzione 3D ) presentati  dalla Polizia Scientifica nel 2015 è stata la tesi che la 130 fu colpita inizialmente in fase di frenata e, quindi , ancora in movimento.

Questa tesi, lo ricordiamo, nasceva dal fatto che sul parabrezza della 130 era presente un foro (un unico foro) che collegato all’impatto interno rilevato nell’abitacolo, forniva una traiettoria che , collocando la 130  nella sua posizione finale,  non era compatibile con le possibili posizioni degli sparatori.
L’unica spiegazione  che rendeva coerente il tutto era dunque che quel foro facesse riferimento ad un colpo, il primo in assoluto, sparato con la 130 ancora in arrivo (ed anche orientata diversamente rispetto alla posizione finale).

Aprendo una piccola digressione sui fori di proiettili nei vetri , si sottolinea  che sulla faccia di entrata  il margine è più netto mentre in uscita la superficie tende a slabbrarsi formando un sorta di cratere.
Grande è stata la sorpresa perciò quando, andando a rileggere i rilievi tecnici della Polizia

Scientifica del 16 marzo 1978, abbiamo notato che in essi si descriveva il foro sul parabrezza come dotato del “caratteristico cratere sulla faccia esterna” (il che significa un colpo che proviene dall’interno!).

A questo punto abbiamo cercato di approfondire la questione  e il documento che segue illustra questo approfondimento.


N.B. per l'orientamento interno/esterno si notino, nelle foto sopra, i fili penzolanti al centro (visibili a sinistra in una sola delle foto ravvicinate inserite nel documento) e le strutture metalliche delle vetrate dell'ambiente (visibili nell'altra foto ravvicinata).

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