martedì 30 maggio 2017

MACCHIE DI SANGUE SUL SEDILE DI MORO E LEGGI DELLA FISICA

di
Alberto Gentilini e Francesco Velocci


Raffiche di mitra, urla, auto che ripartono con fragore. E poi cadaveri, tra i palazzi di una delle tante stradine residenziali di Roma: Via Fani. 

Un'esperienza terribile per chi, sfortunato, vi assistette. Possiamo immaginare il panico, lo stordimento e il senso di impotenza che avranno provato. Qualcuno, più audace, si sarà avvicinato alle auto per vedere cosa era successo. Tra questi, certamente, il sig. Bruno Barbaro un testimone oculare che rilasciò un'intervista al settimanale Epoca pubblicata qualche giorno dopo la strage ma che, inspiegabilmente, non venne sentito dagli inquirenti del tempo né a loro si presentò spontaneamente.

Interno della Fiat 130
"Sono uscito dal mio ufficio dal numero 111 di Via Fani" dice il testimone "ho sentito tre raffiche in tre tempi successivi, ed ho ancora davanti agli occhi quella tremenda scena. L'autista del presidente con almeno sette fori di pallottole sul viso. Alla destra, un altro corpo accasciato sotto il cruscotto. Il sedile posteriore anch'esso imbrattato di sangue, come se il presidente fosse rimasto colpito".

Il sedile posteriore imbrattato di sangue? Possibile che a parte il sig. Barbaro nessun'altro abbia notato quelle macchie di sangue?

Nello stesso giorno in cui veniva pubblicato il numero di Epoca con l'intervista (22.03.1978), il dott. Infelisi dava incarico ai Professori Marracino e Gauldi di eseguire degli accertamenti di natura medico legale su alcuni reperti in sequestro (Atti della Commissione Moro 1 Vol. 45, pag 188 e segg - Leggi). Tra questi è presente il reperto n. 7 costituito dalla tappezzeria del sedile posteriore della Fiat 130 (l'auto a bordo della quale viaggiava Moro) "recante sulla parte destra in corrispondenza anche del risvolto anteriore macchie di incrostazione di materiale rossastro presenti altresì sul risvolto in corrispondenza della parte sinistra del sedile stesso".

La formulazione utilizzata è piuttosto generica dal momento che non specifica la posizione e la dimensione delle macchie, tuttavia, anche in assenza di queste informazioni, è possibile fissare alcuni punti fermi: erano presenti macchie di materiale rossastro sulla parte destra del coprisedile e altre su ambo il lati del risvolto. Il materiale rossastro risultò poi essere “sangue appartenente alla specie umana”.

Strisciate sullo sportello posteriore destro della Fiat 130

Per verificare la presenza di queste macchie di sangue ci si deve affidare alle foto e ai fotogrammi dei filmati dell'epoca che ritraggono l'interno della Fiat 130.

Il lato destro della seduta di dietro è però completamente ricoperto da - così recita la relazione della Polizia Scientifica - "n. 3 cartelle con documenti e numerosi giornali e riviste", che non presentano alcuna traccia di sangue mentre sembra di intravedere alcune strisciate rossastre sulla portiera posteriore destra.




In alcuni fotogrammi di un filmato girato in Via Fani non possiamo poi non notare che il tappetino del lato posteriore destro era ricoperto di sangue e frammenti di vetro.


Pianale posteriore destro della Fiat 130. A sinistra foto della Scientifica


Di queste ultime macchie nella relazione della Scientifica non vi è, stranamente, alcuna traccia; come del resto non vi è traccia tra i rilievi fotografici di una fotografia del coprisedile posteriore senza giornali. Vi si trova, invece, una foto del pianale destro posteriore, in cui si mostrano ben 3 proiettili rinvenuti "sotto" il tappetino, stranamente, non presente.

Che fine abbia fatto il tappetino ai piedi del sedile posteriore di destra, che in via Fani era imbrattato di sangue e ricoperto di vetri rotti, non è dato sapersi. Così come non è immediato riuscire a capire in che modo ben 3 proiettili possano essere finiti sotto di esso anziché sopra.

Tornando al sedile posteriore imbrattato di sangue visto dal sig. Barbaro, è bene precisare che all'epoca il sangue veniva tipizzato in base al gruppo sanguigno, antingeni ed altre caratteristiche che consentivano di identificare, in via del tutto generica, l'individuo a cui avrebbe potuto appartenutere.

Nella relazione degli accertamenti medico legale svolti, si dà conto della analisi sul sangue repertato nel sedile posteriore della Fiat 130 (reperto n. 7) e di quello nella tappezzeria nel tetto della Fiat 128 di colore blu targata Roma L55850 usata dai rapitori (reperto n. 1). In entrambi i reperti lo studio del sangue nell'ambito del sistema MN consentì di classificarlo come “N” e l'ulteriore tipizzazione portò a considerarlo compatibile solo con quello di Domenico Ricci, l'autista della Fiat 130.

Tipizzazione del sangue, autopsia di Domenico Ricci

Lo ammettiamo, del sistema MN e delle tipizzazioni ne sappiamo poco o nulla. Tuttavia, ci sentiamo di mettere in dubbio la conclusione che il sangue sul coprisedile posteriore della Fiat 130 sia quello di Domenico Ricci perchè il sangue delle persone all'interno della Fiat 130 fu tipizzato anche nel corso delle rispettive autopsie dando luogo ai seguenti risultati (gruppo sanguigno di appartenenza e sistema MN): Leonardi A-MN, Ricci A-MM, Moro A-MN.

Pur sapendone poco o nulla di sistema MN, lo ripetiamo, ci pare comunque di capire che, a parità di gruppo sanguigno (gruppo A), sia proprio Ricci l'unico a non avere nessuna "N" nel suo antigene.

Si dirà che Moro era seduto a sinistra e che il sangue deve essere, quindi, quello di Leonardi, seduto davanti. Fin tanto che non verranno eseguiti i test del DNA almeno sui reperti nn. 1 e 7, di ipotesi e speculazioni se ne possono però fare anche altre, ci rimettiamo quindi alle leggi della biologia in grado di dissipare qualsiasi dubbio in proposito.

Sono piuttosto le leggi della fisica a crearci qualche problema: come abbia fatto del sangue a macchiare il coprisedile senza macchiare i quotidiani e i documenti poggiati sopra rimane tuttora un mistero.

1 commento:

  1. Queste tracce di sangue ,chiaramente da imbrattamento,rinvenute in punti anomali-risvolto sx inferiore del sedile,sportello dx- assieme alle tracce presenti sotto ai giornali,lasciano supporre una alterazione della scena del crimine-subito dopo la sparatoria-da parte di qualcuno che abbia rovistato tra le borse e le carte di Moro,adagiate sul sedile.Fu Morucci? o qualcuno accorso dopo?

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