lunedì 18 settembre 2017

VIA STRESA 16 MARZO: INVITO A PRANZO CON... COLAZIONE

Ci perdonerete il titolo, apparentemente leggero, ma vogliamo stimolare la curiosità di chi non si è imbattuto  finora in questo aspetto della vicenda Moro.

Riassumiamo brevemente. Nel 1991 un ex agente del SISMI, Pierluigi Ravasio, rivela a Panorama che la mattina del 16 marzo il suo superiore il colonnello Camillo Guglielmi (lunga carriera nei Servizi: Sifar, SID e poi a luglio '78 SISMI) si trovava nella zona del rapimento. 

Ascoltato da un magistrato (più tardi  Ravasio ritratterà) Guglielmi disse che era andato in via Stresa 117 (150 metri in linea d'aria dall'incrocio fatale) sin dal mattino in quanto invitato a pranzo! dal suo collega (anch'egli dei Servizi) colonnello Armando D'Ambrosio. Anche quest'ultimo verrà ascoltato dal magistrato e confermerà questa versione circostanziandola un po' meglio e dicendo che Guglielmi aveva abitato in precedenza nella stessa palazzina.

Dalla Relazione del 2015 dell seconda commissione Moro pag. 54, infatti leggiamo:



In un nostro precedente articolo parlavamo delle questioni riguardanti la palazzina che, è ormai acclarato, appartiene al Demanio Militare (leggilo a questo link ) e in cui hanno abitato personaggi prima o poi appartenuti agli alti vertici dei Servizi.



Questo articolo prendeva le mosse anche da un battibecco  verificatosi durante un'audizione in CM2 tra l'On. Grassi e l'audito, il Gen. Inzerilli, il quale escludeva categoricamente la presenza di Guglielmi in via Stresa 117 (Ascolta qui) mentre Grassi se ne dichiarava  convinto, anche in forza della presenza del suo nome su alcuni elenchi telefonici.

Siamo in grado oggi di mostrarvi due dettagli di foto (comunque linkate per intero  qui e  qui)  che si riferiscono probabilmente a quegli elenchi telefonici citati. Si tratta di due pagine degli elenchi  di Roma,  organizzati per strade, del '67 e del '72.

Foto che abbiamo avuto grazie alla cortesia di Michele Pizzardo che ringraziamo sentitamente per averli scovati ed averci permesso di pubblicarne le foto.


    
Abbiamo evidenziato qui sopra ( elenco 1967) tre nomi "importanti"; uno di questi è appunto quello di Guglielmi                                

Degli altri due si può dire che faranno parte di lì a qualche anno, come già detto, degli alti vertici  dei Servizi.  Nel 1972 (qui a destra) la palazzina del 117 sembra desertificarsi, almeno sotto il profilo delle utenze telefoniche; meglio ancora, probabilmente, solo sotto il profilo delle utenze telefoniche NON riservate (la carriera fatta evidentemente lo suggeriva). Tra l'altro manca l'unico che di sicuro il 16 marzo del '78, per sua stessa ammissione, abitava lì al 117 (D'Ambrosio). Forse ancora nel '72 non vi abitava.                              



















Appendice:

Su stimolo di un lettore pubblichiamo due stralci dai voll. 39 e 110 (le pagg. sono visibili nello stralcio) della CM1 in cui sono riportate le dichiarazioni del 16 marzo di Pino Rauti  (che pure compare negli elenchi telefonici) .







15 commenti:

  1. Ma quel Rauti G con utenza telefonica 3497231 ed indirizzo Via Stresa 121 è forse Rauti Giuseppe detto Pino, che su Wikipedia è detto "Alla stessa ora la centrale operativa registrò anche la comunicazione telefonica di Pino Rauti che, abitando in via Fani, ebbe modo di osservare da una finestra alcune fasi dell'agguato e comunicò subito di aver sentito raffiche di mitra, di aver visto due uomini vestiti da ufficiali dell'aeronautica e di aver osservato allontanarsi una Fiat 132 blu[12].(Giovanni Bianconi, Eseguendo la sentenza, Torino, Einaudi, 2008, ISBN 978-88-06-19004-0.)?

    Scusate il disturbo
    Giovanni Pesce

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  2. Nessun disturbo, anzi grazie della domanda.

    Comunque sì è proprio lui. All'epoca dei fatti abitava al 133.

    Dall'elenco sembrerebbe essersi spostato in un primo tempo da lì al 121 (elenco 1972) per poi farvi ritorno. Dai verbali risulta che nel marzo del 1978 abitava in via Stresa 133 (non in via Fani).

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  3. ma da Via Stresa 133 ( e 121) non c'è possibilità di "osservare parte dell'agguato" ed anche i rumori, provenienti da Via Fani, dovrebbero arrivare attenuati

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Adesso non ricordiamo esattamente il contenuto del verbale. Approssimativamente egli riferì di aver udito raffiche di mitra e affacciatosi notò una 132 che fuggiva per via Stresa e ne annotò la targa. Se ci mandi la mail appena recuperato il verbale te lo inviamo.

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  5. Abbiamo inserito due stralci delle dichiarazioni di Rauti in appendice.

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  6. Giovanni,

    anche io ho dubbi che Rauti abbia potuto vedere l'agguato e prendere la targa della Fiat 132 dal suo appartamento. Al suo racconto si trova riscontro anche nei brogliacci delle telefonate alla polizia, la sua sarebbe avvenuta alle ore 9:15.

    Gli spari inveci si sono uditi senza molti dubbi sia al civico 133 sia al civico 117, anche se Guglielmi e d'Ambrosio a quanto pare lo negarono.

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  7. Vol 30, pag. 390, verbali sommari dei Carabinieri, Gofferdo Carletti, Via Stresa 98, aveva sentito spari in lontananza e il passaggio di almeno due autovetture risalenti via Stresa ad andatura sostenuta.
    Il 98 è di fronte alla palazzina dei militari (civico 117, come noto).

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  8. Vol 30, pag. 61, teste Eleonora Skerl, abita a Via Stresa 96, anche questo civico è di fronte al 117.
    Sente tutto.

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  9. Scusate ma ho letto in qualche saggio (non ricordo più quale, forse uno dei volumi di Flamigni) citazione delle dichiarazioni di D'Ambrosio che confermava la visita di Guglielmi a quell'ora ma non certo per un invito a pranzo. Come si concilia con la dichiarazione, viceversa confermativa e "rassicurante", citata dalla Relazione 2015?

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  10. Ciao Andrea M, grazie dell'attenzione. Il punto è che questo verbale non è disponibile e quindi negli anni si è discusso sulla base di quanto riferito dai pochi che l'hanno potuto leggere.Difficile quindi poter fare un confronto tra sintesi magari anche di terza mano e questo stralcio riportato in relazione che dovrebbe aver riportato testualmente quel passo. Quello che è incomprensibile è il perché ci si ostini ancora a volerlo tenere riservato. Dal tenore delle domande spesso le risposte di comprendono assai meglio, oltretutto.

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  11. La cosa interessante sarebbe provare ad analizzare i rapporti Guglielmi-D'Ambrosio. Mi spiego: D'Ambrosio è stato in forza all'Ufficio S (Situazione) del Sid-Sismi dal 1972 fino a maggio del 1978. Con la conclusione del caso Moro, quindi, esce di scena, praticamente come Fulvio Martini (sulla cui uscita, alla luce di quanto successo in quei giorni con i tedeschi della RAF arrestati in Jugoslavia, molto si potrebbe fantasticare...), probabilmente epurato da Santovito. Da una parte, quindi (ipotizziamo), abbiamo una cordata Santovito-Musumeci-Guglielmi (eventualmente più altra gente che invece nel Sismi entrò proprio dopo il caso Moro, come Delfino e Cornacchia), dall'altra degli epurati come Martini e D'Ambrosio.
    Guglielmi, probabilmente, quando interrogato da De Ficchy nel 1991, "tira in mezzo" D'Ambrosio, il quale forse è costretto a coprirlo, ma lo fa con qualche distinguo...
    Per carità, sono tutte fantasticherie, ma ritengo interessante il quadro del Sismi dell'epoca (includendovi Cogliandro, De Iudicibus, Romeo ecc.) per vedervi i movimenti di entrata/uscita/permanenza come "epifenomeni" di ciò che è successo dietro le quinte.
    Finisco con i complimenti per il blog. Grazie.

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  12. Fulvio Martini epurato, cos'è una barzelletta ?

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  13. Complimenti per il bellissimo blog! Solo una domanda: sappiamo che Moro, in virtù della sua lunga permanenza ai vertici dello Stato, aveva di sicuro referenti ad altissimo livello nei servizi. Negli anni Settanta si indicava il capo del SID Miceli come in qualche modo legato a lui. Direi che furono i servizi a "consigliargli" di scendere dalla carrozza di I classe del treno Italicus a Roma Termini nell'agosto 1974, su cui era già salito, carrozza destinata a esplodere sull'Appennino bolognese...Perchè invece i servizi non si attivano a coprirlo o allarmarlo nei mesi cruciali del 1978 prima del 16 marzo? Quando poi vanno a fare una "passeggiata" proprio in prossimità dell'agguato? Semplicemente i referenti di Moro sono tacitati, o bloccati da forze superiori? oppure a quell'epoca non esistono più? Ancora complimenti per la vostra magnifica opera di ricerca! Arrivederci!

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