lunedì 8 maggio 2017

Steve Pieczenik: IN DIFESA DI UN ITALIANO "STRONZO"

Pubblichiamo la traduzione di un articolo di Steve Pieczenik,  comparso sul suo blog l'8 maggio 2013, pochi giorni dopo la morte di Giulio Andreotti. L'articolo si aggiunge alle dichiarazioni dello psichiatra americano sulla sua attività durante il sequestro Moro. Non possiamo non notare un certo narcisismo nel proclamarsi la mente dietro la mancata trattativa Stato - Brigate Rosse; un certo narcisismo che lo porta a quadruplicare il numero degli ostaggi, da lui fatti liberare, durante il negoziato per l'assedio di Hanafi.
L'articolo rivela  interessanti aspetti della biografia e della personalità del dott. Pieczenik. Scopriamo che è cresciuto in una famiglia di religione ebraica, "all'ombra dell'olocausto", durante gli anni del terrorismo algerino in Francia. Che partì  per l'Italia ottenendo piena autonomia decisionale; anche se poi gli venne il sospetto che i suoi superiori volessero, in buona sostanza,  sfruttare il suo passato di perseguitato dal terrorismo islamico, per spingerlo a “punire Moro”, colpevole della pace segreta con i palestinesi; un raro caso di manipolatore

psicologico a sua volta manipolato. 
Del resto si auto-definisce, attribuendo la frase a Cossiga per " modestia", più machiavellico di Machiavelli.
Il dott. Pieczenik vive in un mondo popolato di spie, in cui anche il documentarista Emanuel Amara è al soldo del Mossad e in cui Berlusconi è l'ispiratore di gruppi terroristici neo fascisti, in cui vi sono paesi da stabilizzare e patti segreti da sottacere.
A noi, che più modestamente abbiamo imparato a conoscere la perfida ironia di Cossiga, è piaciuto molto l'aneddoto della pistola Beretta, che l'allora Ministro degli Interni consegnò  al dott. Pieczenik con la raccomandazione di essere cauto, perché  obiettivo delle Brigate Rosse. Un gesto che sprofondò  lo psichiatra nell'angoscia più nera, più di quanto lo fossero gli italiani per il sequestro di Aldo Moro.
E così dopo notti insonni passate ad osservare la porta della stanza d’ albergo in cui alloggiava e pasti consumati con la schiena alla parete, il dott. Pieczenik lasciò l'Italia il 15 di Aprile, dopo avervi soggiornato per non più di due settimane.
   Buona lettura.
( Francesco Velocci )

PS Alcuni lettori, che ringraziamo, ci hanno segnalato che la permanenza del dott. Pieczenik sarebbe stata più lunga di due settimane. A tal proposito ribadiamo che la permanenza fu effettivamente di non più di due settimane. La fonte di questa informazione, che abbiamo verificato, proviene da un ottimo intervento di Gabriele Cielilimpidi sul forum di vuotoaperdere.org, In particolare si segnala il cablo da wikileaks (leggi) in cui il Dipartimento di Stato informa l'ambasciata di Roma dell'arrivo del dott. Pieczenik per il 3 di aprile e di una durata del soggiorno di circa una settimana. Per quanto riguarda la data del ritorno negli Stati Uniti, Pieczenik stesso affermò di aver lasciato l'Italia prima del 18 aprile 1978, data della pubblicazione del falso comunicato n. 7 e il giornalista Robert Katz ne fissa la data di ritorno al giorno 15  aprile; inoltre, nell'audizione del 3 giugno 1998, in commissione stragi, Stefano Silvestri dichiaro` di aver incontrato il dott. Pieczenik negli Stati Uniti, proprio il giorno della pubblicazione del falso comunicato n.7.
N.B. Per visualizzare l'intero messaggio del "leak" passare, dopo l'accesso, alla modalità "Raw content".

                        In difesa di un italiano "Stronzo",
                         riconoscendogli il suo "non coinvolgimento" nel rapimento di Aldo Moro!

Una mia personale testimonianza in favore di Giulio Andreotti, che ha servito come primo ministro dell'Italia sette volte, morto a 94 anni  

                       (il titolo è stato tradotto ma l'epiteto finale , testuale, era già in italiano - ndr)





Per la maggior parte del  pubblico americano Andreotti non è un nome familiare . E coloro che conoscono lui e le sue fortune politiche come fondatore e capo della Democrazia Cristiana, lo avrebbero meglio descritto come uno "stronzo" o una "merda in calzamaglie di seta", come Talleyrand ha spesso descritto “il grande corso”, l’imperatore francese, Napoleone Bonaparte.
Il necrologio di John Tagliabue è una descrizione molto dettagliata e approfondita di un machiavellico  politico  italiano che ha prosperato con l'inganno, la corruzione e le relazioni illegali con la mafia italiana.
Questi temi, anche se interessanti, non sono rilevanti per il mio blog odierno.
Ora, invece, vorrei chiarire un punto storico molto importante che ha assillato i cittadini ed i politici italiani per quasi quattro decenni.
Il grosso problema che John Tagliabue ha spiegato chiaramente nel suo necrologio: quando il più vecchio e più vicino amico di Andreotti, il primo ministro Aldo Moro è stato rapito in una imboscata per strada a Roma e cinque agenti della sua scorta sono stati uccisi dalle Brigate Rosse, tutti gli italiani hanno accusato Andreotti per la morte del suo amico.
Questa tesi non è corretta!
Posso affermare categoricamente che il presidente Giulio Andreotti non ha assolutamente nulla a che fare con l'aver negato una trattativa con le Brigate Rosse, CHE CHIEDEVANO IL RILASCIO DEI LORO COMPAGNI TENUTI NELLE PRIGIONI ITALIANE in cambio del rilascio di Aldo Moro.
Ci furono molte speculazioni su quanto successo.
Molti pensavano che la CIA, Kissinger, la mafia italiana, le forze armate statunitensi e altre cosiddette forze efferate avessero lavorato al rapimento di Aldo Moro e impedito il suo eventuale rilascio dalle mani delle brutali Brigate Rosse. Questo è apparso particolarmente vero dopo che Aldo Moro ha minacciato nelle sue ultime lettere di rivelare "segreti di Stato" che avrebbero incriminato Andreotti e il resto dei membri del suo partito.
La verità è che c'erano solo due persone direttamente coinvolte nella decisione di non negoziazione CON LE BRIGATE ROSSE; una decisione che in definitiva portò alla morte di Aldo Moro:
Uno era il Ministro dell'Interno, Francesco Cossiga, un brillante sardo che era stato vicino ad Aldo Moro e divenne poi primo ministro grazie alla morte di Aldo Moro.
L'altra persona, è stata il vostro dott. Steve Pieczenik, Vice Assistente Segretario di Stato per la Gestione.
Se qualcuno è colpevole di aver ordinato che nessun uomo dello stato italiano negoziasse con le Brigate Rosse, quel qualcuno sono stato io.
Lasciatemi entrare nei dettagli della questione.
Innanzitutto quando, da parte  del brillante Sottosegretario di Stato per la Gestione, il mio superiore, Ben Reed , mi è stato chiesto di aiutare il governo italiano a "gestire il terrore delle Brigate Rosse" ,  ho accettato alle "mie condizioni" come avevo appena fatto quando avevo salvato cinquecento ostaggi, durante l'assedio dei musulmani Hanafi, solo poche settimane prima.
Ben Reed e il suo capo, Segretario di Stato Cyrus Vance, erano l'elegante e rispettosa generazione dei vecchi funzionari politici della vecchia scuola; essi rispettavano le mie capacità nei negoziati per liberare ostaggi e la mia esperienza nei paesi stabilizzati che cominciavano a destabilizzarsi a causa del "terrorismo", del panico economico, o per altri motivi.
Riflettendo sugli anni '70, bisogna ammettere che fosse un periodo diverso, in cui un medico era ancora in grado di prendere decisioni sulla vita e sulla morte senza preoccuparsi del "malcostume" o delle "cause legali".
Era un momento in cui i vecchi statisti WASP (acronimo che indica persone bianche, protestanti e di origini anglosassoni, ndr) avevano rispetto per coloro che facevano ciò che ritenevano necessario. Hanno rispettato la mia ribellione patriottica quando mandai a quel paese il presidente Jimmy Carter durante i negoziati con i musulmani di Hanafi.
Inoltre erano consapevoli che la mia formazione a Harvard / MIT da parte della CIA / DARPA e il mio background europeo sarebbero stati utili nella questione del  sequestro di Aldo Moro.
Inutile dire che ho avuto poco tempo per valutare la pericolosa situazione in cui si trovava l'Italia al momento del rapimento di Aldo Moro.
Numerosi procuratori, giuristi e civili innocenti erano stati uccisi o brutalizzati dalle Brigate Rosse.
Sono venuto in Italia vestito con i miei soliti jeans denim e ho preso un taxi per l'ambasciata statunitense. Qui ho ricevuto un briefing molto stringato dalla CIA e dai funzionari dell'ambasciata statunitense.
Poi mi è stato assegnato un alloggio sicuro  presso il quale montavano di guardia dei carabinieri che erano totalmente incompetenti. Mi sono subito trasferito in un hotel.
Poco dopo il check-in, ho incontrato Francesco Cossiga, un uomo dagli occhi intensi e dalle domande ispirate; era disperatamente alla ricerca di una strategia per salvare il suo capo, Aldo Moro.
Nella mia prima settimana a Roma, ero già stato fatto oggetto di minacce di morte dalle Brigate Rosse . Chiaramente qualcuno aveva informazioni dall'interno sulla mia presenza a Roma.
Cossiga mi consegnò una Beretta da 7.4 millimetri, ma rifiutai di indossare anche un giubbetto antiproiettile . Mangiavo tutti i miei pasti con la schiena alla parete.
La maggior parte delle notti non riuscii a dormire, rimanevo sveglio tutta la notte con la mia Beretta puntata verso la porta della stanza dell'hotel, avrei certamente sparato a chiunque fosse entrato.
Questa non è la storia di The Bourne Identity né di The Mechanic. Ma quello che Cossiga e io abbiamo fatto durante le sei settimane successive fu:
[1] Sviluppare una strategia di non negoziati con le Brigate Rosse.
[2] Tenere tutti quanti fuori dai giochi - in particolare i politici italiani, su tutti Giulio Andreotti, perché la mia passata esperienza mi ha insegnato che quando è in gioco la sopravvivenza della Nazione o dello Stato i leader devono essere allontanati completamente da qualsiasi decisione da prendere.
Altrimenti, come avevo appreso nei precedenti negoziati per liberare ostaggi, se il leader di un paese si impegna in prima persona nei negoziati allora i terroristi ha già vinto la guerra psicologica. I terroristi tengono la Nazione o lo Stato in una situazione bloccata in cui la paura diventa dilagante e lo Stato comincia a destabilizzarsi. All'epoca, questo era esattamente quello che stava succedendo in Italia.
Per fermare quella escalation di PAURA E TERRORE, è stata sviluppata una strategia chiamata "LA STRATEGIA PIECZENIK". Quel Libro Bianco non è mai stato respinto o modificato da nessun uomo di stato italiano. Giulio Andreotti ha giustamente affermato negli anni successivi che "non era responsabile della politica di rifiuto della trattativa". Aveva agito in modo appropriato non interferendo nei negoziati e lasciato la questione nelle mani competenti di Cossiga.
Come notazione a margine, una parte importante del programma di stabilizzazione fu Berlinguer, capo del PCI, il Partito comunista ufficiale, accusato in modo improprio di incoraggiare le Brigate rosse, che fu effettivamente molto efficace nell'aiutare il mantenimento della "politica di non trattativa".

Ho scoperto durante la crisi che Berlinguer e Cossiga erano parenti ed entrambi sardi, per quel che vale.
L'epilogo del sequestro di Aldo Moro è avvenuto proprio come l'avevo immaginato: Aldo Moro fu "assassinato dalle Brigate Rosse" e i terroristi furono catturati uno per volta.
Ci sono ancora alcune rivelazioni su questi fatti, nonostante innumerevoli articoli, libri e anche un film documentario fatto da un agente  agente del Mossad italo-francese.  Questo agente del Mossad ha sempre voluto sapere cosa e come ho fatto, e per conto di quale autorità. Il fatto che Aldo Moro avrebbe dovuto morire - era per me già un FAIT ACCOMPLI (un fato compiuto, ndr), senza dover studiare per ore la disastrosa situazione italiana.
Perché? Come? E da quale autorità? Sono domande da affrontare in un altro momento e in un altro luogo.
L'obiettivo principale per me è stato la stabilizzazione dell'Italia e la continuazione di una Nazione / di uno Stato funzionante.
L'altro obiettivo:
Eliminare le Brigate Rosse ed anche dei gruppi neo-facisti ispirati da Berlusconi e da altri. (Sic ! )
In questo processo di stabilizzazione dell'Italia con Cossiga ci siamo fidati di alcune brave persone che non appartenevano al SISMI e al SISDE, entrambe le agenzie di sicurezza italiane, di cui Cossiga non aveva fiducia.
Questo blog ha lo scopo di correggere un momento della storia in cui un perfido politico italiano dovette rimanere in silenzio e seguire le istruzioni di una spia americana. E lo fece.
Ecco una notiziola che non potete sapere ...
Per quattro decenni, Cossiga e altri politici italiani non vollero ammettere l'atto criminale a cui Aldo Moro aveva preso parte.
Aldo Moro è stato uno dei maggiori cospiratori , con ARAFAT, ABU NIDAL e GEORGE HABASH , nel lasciare che MIGLIAIA di ben noti terroristi palestinesi transitassero liberamente attraverso l'aeroporto di Roma, verso luoghi dove uccisero innumerevoli vittime: sulle navi, nei paesi dell'America Latina e altrove.
Quaranta anni dopo, Cossiga finalmente ammise che Aldo Moro era stato responsabile della morte di molti ebrei e cristiani innocenti. Quando gli fu detto che fui io a soggiogarlo affinché Aldo Moro morisse per i suoi peccati, Cossiga si limitò a sorridere e mormorò: il dottor Steve Pieczenik era più MACHIAVELLICO DI MACHIAVELLI !

Cossiga non seppe mai chi fossi veramente.
Ma Cossiga ha ammesso alla fine della sua vita che in realtà avevo ragione nelle mie intuizioni.
Cossiga ha ammesso in un'intervista che Aldo Moro aveva fatto un accordo con il diavolo per lasciar attraversare l'Italia dai terroristi palestinesi; in cambio questi avrebbero risparmiato l'Italia da atti di terrorismo.
Ironico. Gli italiani hanno scambiato una forma di terrorismo per un altro. In entrambi i casi avrebbero perso - almeno uno, se non di più, leader della Democrazia Cristiana.
Cossiga non seppe mai che io fossi cresciuto all'ombre dell'OLOCAUSTO...
Cossiga non seppe mai che il TERRORISMO era una parte innata della mia socializzazione infantile ... sono cresciuto nella zona di guerra non convenzionale di Tolosa, in Francia; durante la guerra algerina per l'indipendenza ...
... palazzi esplosi ... musulmani, ebrei e cristiani innocenti morirono in abbondanza.
Questi sono i ricordi del mio passato che mi portarono ad essere un "esperto di contro-terrorismo" - qualunque cosa significasse.
Il mio sospetto è che gli «Onorevoli Uomini» del Dipartimento di Stato sapevano esattamente chi fossi e cosa sarebbe successo in Italia e al Primo Ministro Aldo Moro.

Erano Vance, Christopher, Reed - "il migliore e il più brillante".

Nessun commento:

Posta un commento